Sicurezza
Blitz di Napoli, uno degli arrestati vive da anni in centro a Viareggio
Gennaro Florio, 65 anni, è residente in via Foscolo: i carabinieri lo hanno rintracciato in una pensione È accusato di ricettazione di orologi di lusso e associazione di stampo mafioso: ora è ai domiciliari
VIAREGGIO. Vive a Viareggio uno degli arrestati nell’ambito del blitz anti-camorra che ha portato alla firma di quarantatré ordinanze di custodia cautelare al termine di una lunga e complessa indagine coordinata dalla Direzione distrettuale antimafia di Napoli e che ha colpito boss e uomini legati al clan Mariano. Gennaro Florio, sessantacinque anni compiuti lo scorso 11 luglio, originario di Napoli ma da alcuni anni trasferitosi in città dove vivono alcuni suoi familiari, è stato rintracciato dai carabinieri del nucleo operativo di Viareggio in una pensione del centro dove si era spostato da qualche giorno dopo che a lungo aveva vissuto in via Ugo Foscolo.
Secondo quanto emerso dalle indagini, Gennaro Florio (a cui sono stati concessi gli arresti domiciliari che al momento sta scontando proprio nella pensione in cui è stato arrestato ieri mattina all’alba) si sarebbe reso responsabile insieme ad altre tre persone del reato di ricettazione in concorso con l’aggravante dell’associazione per delinquere di tipo mafioso (vincolo che è stato contestato a tutti e 43 gli arrestati). Una posizione certamente non di primo piano, la sua. Ma che legherebbe il suo nome al clan dei Mariano, famiglia camorristica egemone nei Quartieri Spagnoli, soprattutto per quello che riguarda le sue attività illecite, cioè la contraffazione non solo di abbigliamento e pelletteria (con false griffe del lusso), ma anche e soprattutto nel settore degli orologi preziosi.
I fatti, secondo quanto trapelato dagli inquirenti, risalirebbero al maggio del 2010. A Gennaro Florio e ai suoi tre complici viene infatti contestato il possesso di numerosi orologi di lusso (Rolex, Cartier, Bulgari) tutti con marchi contraffatti.
L’attività del clan Mariano, a cui ieri è stato dato un duro colpo, era ben più ampio ed andava dal traffico di stupefacenti all’estorsione, fino appunto al commercio di prodotti griffati contraffatti (dalle scarpe della Hogan agli orologi Rolex).
Il clan inoltre - è stato accertato - non era insensibile alla politica avendo cercato di condizionare le elezioni per il rinnovo della circoscrizione a Napoli in occasione delle elezioni del 2011 garantendo il proprio appoggio ad alcuni candidati. Tra le misure eseguite due sono a carico di altrettanti ristoratori partenopei - Patrizio Franco e Umberto Frattini - considerati dagli inquirenti organici al clan.
Le indagini - coordinate dal colonnello dei carabinieri Francesco Rizzo cui è subentrato nella parte finale il tenente colonnello Alfonso Pannone - partono alla fine del 2009, dopo la scarcerazione di Marco Mariano, fratello dello storico capo clan Ciro Mariano da anni detenuto. E hanno consentito di appurare la piena operatività del clan Mariano riorganizzatosi dopo la scarcerazione del boss.
La posizione di Gennaro Florio - va detto - è però considerata dagli inquirenti più marginale rispetto a quella di altri arrestati nel corso del blitz. Da qui si spiega anche la decisione di concedere a Florio gli arresti domiciliari. «A quanto ci risulta - spiegano i carabinieri - non vi sono episodi che facciano pensare ad una attività criminosa di Florio a Viareggio, anche se qui aveva spostato la sua residenza da anni».
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