Sicurezza
Si uccide nel suo locale ristoratore di 49 anni
Dormiva nel retro del «Dai Tomasi» sul viale Italico a Forte dei Marmi Dopo tanti anni in Veneto era alla sua prima stagione in Versilia
FORTE. Era venuto in Versilia con ta- nte speranze. Ma qualcosa probabilmente nella sua vita non andava. E così mercoledì, molto presto, ha deciso di uccidersi, nel retro del suo ristorante.
Lo hanno trovato così i primi lavoranti del locale. Sul posto è arrivato – si trova a poche decine di metri – un’ambulanza della Croce Verde di Forte. Ma per l’uomo non c’era niente da fare.
La notizia si è sparsa subito per Forte dei Marmi, nel giorno caldo del mercato del mercoledì. In una città di albergatori e commercianti, ha colpito il suicidio di uno dei titolari di «Dai Tomasi», il ristorante aperto sul viale Italico, poco lontano dalla Barca e a due passi del bagno Roma di Levante.
Il ristoratore aveva quarantanove anni. Dormiva nel ristorante e lì ha deciso di togliersi la vita. La voce in paese parlava di difficoltà economiche, ma le cause potrebbero essere altre.
Insieme al socio possedeva anche un ristorante in provincia di Verona, di cui era originario. Si chiamava come il locale che avevano aperto al Forte, ma con ben altra anzianità di servizio.
Dai Tomasi aveva aperto ad inizio stagione. Cucina di pesce classica, pochi fronzoli, prezzi fortemarmini ma in realtà meno cari di altri del posto. Difficile sapere se lavorasse o no. Ormai l’offerta a Forte è immensa, in più il locale sembrava soffrire di una posizione così favorevole. Visto che anche in passato le gestioni non erano state così favorevoli. A guidare il locale c’è stata in passato anche una società che faceva capo a Stefano D’Angiolo (figlio del celebre imprenditore del marmo), il quale resta comunque titolare dei muri (come si dice in gergo.
Mercoledì mattina subito dopo la Croce Verde è arrivata sul posto anche la Volante della Polizia. Le indagini hanno avuto vita brevissima. Come confermava il commissario capo dottor Parrini, non c’era nessun indizio o riscontro che potesse propendere a qualcosa al di là di un suicidio.
È stata avvertita la famiglia nel Veneto e l’indagine è stata subito chiusa. Ora sulla porta del ristorante c’è scritto chiuso per ferie, si riapre il 23. Si va avanti, come giusto che sia. Perché c’è il personale, ci sono i clienti, un affitto da onorare.
La salma del ristoratore verrà trasferita a Verona per le esequie.
c.b
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