Attenzione
Un codice indicava la corrosione
Ma nessuno si è fatto il problema di verificare lo stato del difetto
VIAREGGIO. È la domanda che tutti avrebbero voluto fare nell’aula del Polo fieristico di Lucca ieri mattina: «A quando risale la revisione che porta ad indicare un difetto dell’assile, come da codice sulla piastrina?». La risposta al quesito posto dal presidente del Collegio, Gerardo Boragine, è quella di Daniele Gobbi Frattini, responsabile tecnico - nel giungo 2009 - dell’officina Cima riparazioni, certificata Trenitalia: «Al novembre 2008». Ed allora- il presidente insiste - «passa il tempo, la sala arriva in officina, verificate che riporta la sigla W1D che indica un difetto e non vi fate la domanda se quel difetto accettabile nel 2008, nel 2009 non lo sia più?». La risposta è agghiacciante: «È una domanda non prevista dai manuali...».
Il tema che ritorna in aula punta il dito sull’intero sistema delle manutenzioni ferroviarie in Europa. «La sigla sulla targhetta - chiede il pm Giuseppe Amodeo - segnava la presenza di un difetto non ostativo alla circolazione del carro. Quale tipo di difetto viene indicato con quella targhetta?». Risponde l’imputato Gobbi Frattini: «Possono essere piccoli alveoli di corrosione, tolti...». «Ma se fossero stati tolti - incalza il pm - non vi sarebbe la targhetta...». «Sono stati valutati accettabili», risponde il tecnico. «Accettabili in che senso?», chiede il pm: «Se trova un alveolo e lo tratta, poi segnala che c'era...» è la voce del tecnico. «C’è o c’era?», domanda Boragine: «È stato valutato - risponde Gobbi Frattini - probabilmente c'era e probabilmente è stato rimosso. Il manuale Vpi dice che se c’è quella piastrina è perché qualcuno ha rilevato qualcosa e l'ha valutato accettabile. Poi cosa ha fatto non posso saperlo...».
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