Proteste
La Patrimonio è fallita Ora tocca al curatore
Donato Bellomo guiderà la società del Comune verso la chiusura definitiva La sentenza del Tribunale cancella il voto del consiglio comunale sui beni
VIAREGGIO. Centottanta giorni, è questo l’orologio del conto alla rovescia che porterà all’udienza di verifica per la Viareggio Patrimonio dichiarata fallita venerdì scorso dal Tribunale di Lucca. Udienza fissata per il 30 marzo 2016 alle 11. Il curatore Donato Bellomo, origini pugliesi ma ormai da tempo lucchese a tutti gli effetti, ha in mano beni, debiti e crediti della società pubblica che il Tribunale - in una corposa sentenza che non mancherà di fare giurisprudenza - ha considerato una Spa come tante. Dando via libera all’istanza di auto fallimento presentata il 30 agosto dal liquidatore Marco Marchi. Un pugno di date, dal 30 agosto al 15 settembre. Che comprende la sentenza di venerdì 11 ed il consiglio comunale di lunedì 14, quello in cui la maggioranza del sindaco Del Ghingaro ha approvato il trasferimento di servizi e beni (quattro impianti sportivi ed il Centro Congressi) da una società già fallita nei fatti al Comune.
Oggi che il dispositivo della sentenza è depositato ed il curatore nominato, il Comune di Viareggio è solo il socio della società ammessa al fallimento. Società che è per intero nelle mani del curatore al quale spetta il compito principe di evitare che da qui alla chiusura dell’iter fallimentare vi siano danni per la Patrimonio che già se la passa decisamente male essendo arrivata al fallimento in condizione di «insolvenza», come messo nero su bianco dal liquidatore.
Anche il percorso costruito dalle delibere approvate per riportare quatto impianti sportivi (Centro sportivo Marco Polo, Campo sportivo Migliarina, Palazzetto dello sport, Piscina comunale) alla gestione del Comune che poi l’avrebbe girata a chi oggi li gestisce - e stessa sorte era prevista anche per i servizi di illuminazione pubblica ed il Sistema informativo territoriale - oggi subisce uno stop. Come minimo perché il curatore fallimentare possa prendere atto delle carte, del voto del consiglio comunale, degli atti che in tutta fretta gli uffici hanno perfezionato dopo il voto. E poiché il curatore è il “dominus” del fallimento, toccherà a lui valutare cosa è stato fatto alla luce della legittimità o meno oggi che il fallimento è la strada certa da percorrere. Perché se una cosa è certa - per legge - è che tutti i beni della società sono oggi nella esclusiva disponibilità del curatore stesso.
Impianti sportivi. La Viareggio Patrimonio - ed è solo un esempio - paga (o dovrebbe pagare) le utenze della piscina comunale che, soprattutto in inverno, non sono poca cosa. Continuare a non saldare significa accrescere il debito della società ammessa al fallimento. Può permetterselo il curatore? Ancor più per un impianto pignorato. E lo stesso vale per il Palazzetto dello sport e gli altri impianti che - è bene ricordarlo - pur con la prevalente funzione pubblica sono indisponibili solo se di proprietà dell’Ente pubblico e non di una società che di pubblico oggi ha ancora meno di ieri, dato che è stata dichiarata fallibile.
Case e creditori. La Patrimonio è proprietaria di 126 alloggi così distribuiti: 50 all’ex Tabarracci, 18 al Forcone, 17 in via delle Catene, 41 acquistati nei Comuni di Viareggio, Massarosa e Camaiore. Tutti destinati all’emergenza abitativa. Il valore totale di terreni e fabbricati iscritto a bilancio è 22.167.411 euro. Le banche hanno acceso ipoteche su questi beni, la cui gestione l’amministrazione Del Ghingaro intendeva riprendersi con il voto del consiglio comunale. Gli stessi creditori che hanno acceso ipoteche sui beni della Patrimonio (le case, ad esempio) potrebbe presentare ricorso contro il fallimento. Mentre, nel contempo, nessuno - tanto meno il Comune-socio - potrebbe “toccare boccia”.
Il Centro Congressi. Ieri doveva tornare nella disponibilità della Patrimonio, come da espressa richiesta del liquidatore Marchi alla Viareggio Versilia Congressi, ma anche come da delibere approvate dal consiglio comunale. Per i dipendenti è iniziato il conto alla rovescia: sul tavolo ci sono ancora le lettere di licenziamento al 30 settembre e l’amministrazione non ne ha mai ufficialmente parlato. Le delibere approvate prevedevano il passaggio del ben in comodato d’uso al Comune. Ammesso che l’atto posto voto sia effettivo, la struttura è oggi per legge nella disponibilità del curatore così come il resto dei beni.
Gestione ordinaria. È uno dei compiti del curatore decidere in merito alla prosecuzione della gestione ordinaria. E per la Patrimonio si tratta di proseguire con l’attività di riscossione tributi e, magari, anche di non lasciare la città al buio. Giusto per stare al minimo.
Pallottoliere. Centottanta giorni per far girare il pallottoliere e calcolare l’attivo fallimentare. Solo al termine di questo percorso di conoscerà quali beni eventualmente saranno messi in vendita, se lo saranno, a quali condizioni. Ma la strada è lunga, un pezzo di vita della città rimane appesa ad un filo (campionato di hockey compreso) e su Viareggio governa il Tribunale fallimentare.
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