Il Tirreno

Versilia

Proteste al pronto soccorso: "Niente privacy e dignità"

Donatella Francesconi
Il nuovo pronto soccorso del Versilia
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Il nuovo pronto soccorso del Versilia

Velia Chiericoni, nutrizionista, rende pubblica l’esperienza appena vissuta con un familiare malato. E scrive al presidente della Regione Enrico Rossi

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VIAREGGIO. «Il nuovo Pronto Soccorso? Enormi stanzoni privi di privacy dove le persone vengono parcheggiate in lunghissime attese», denuncia Velia Chiericoni, biologa e nutrizionista che ha voluto così rendere pubblica l’esperienza che sta vivendo con un familiare ammalato.

«Mi sa che c’è qualcosa che non va», racconta Chiericoni che ha scritto anche al presidente della Regione, Enrico Rossi, per raccontare l’impatto avuto con il Versilia: «Arrivi all’ospedale costato a noi contribuenti un bel po' di soldi delle nostre tasse e dei nostri sudati soldi e cosa trovi: devi ricoverarti d’urgenza? Macché! Ti tengono due giorni in Pronto soccorso». In una condizione così rappresentata per l’esperienza appena vissuta: «Siamo nel 2015 si parla di privacy in ogni settore, esiste una legge specifica, esistono codici morali di dignità e di pudore universali, ma i malati vengono parcheggiati uno accanto all'altro indipendentemente da sesso, età e dal tipo di sofferenza». Tutti lì, «appiccicati l'uno accanto all'altro. La ragazza con un taglio al piede a fianco dell’ ottantenne nudo al quale viene messo un catetere vescicale e cambiato il pannolone pieno di escrementI».

A proposito dei pannoloni, poi, Chiericoni testimonia di essersi sentita rispondere «sono terminati» perché «sono finiti i soldi». Certo, il nuovo Pronto soccorso «dall’esterno è anche bello… in sala d’attesa ci sono perfino le sedie con i poggiapiedi per chi è sano. Ma se denaro non ce n’è, allora che si pensi prima ai malati…». Ma, soprattutto, «non perdiamo mai di vista l'elemento principale e fondamentale al quale dobbiamo prestare attenzione: il malato con le sue sofferenze e la sua dignità di essere umano».

Chiericoni ci tiene a sottolineare un altro aspetto della sua esperienza: «Niente da dire sul personale, sia quello del Pronto soccorso che dei reparti. Sono davvero pochi e fanno l’impossibile. È giusto ricordarlo». Parole che hanno fatto il giro della Rete in poco tempo. Raccogliendo commenti come quello di Stefania Martina, sorella del vicesindaco di Viareggio: «In una recente esperienza al Pronto soccorso quello che mi ha colpito di più è stato proprio questo: sala d'attesa tutto sommato ordinata e confortevole, ma quando sono entrata dalla parte dei malati sembrava di stare in un ospedale da campo in una zona di guerra...niente da dire sul personale, naturalmente. Questa è proprio una scelta dirigenziale!».

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