Il Tirreno

Versilia

Cerca di ucciderlo a coltellate

Quarantenne in carcere per tentato omicidio: l’aggressione forse legata al racket della prostituzione

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TORRE DEL LAGO. Una quarantenne brasiliana è stata fermata e portata in carcere a Pisa dopo l’aggressione a coltellate ai danni di un connazionale, avvenuta lunedì sera nella pineta tra Torre del Lago e Migliarino.

L’aggressione, secondo la prima ipotesi degli investigatori della polizia, aveva lo scopo di uccidere. E potrebbe essere legata al racket della prostituzione.

La polizia è stata allertata lunedì sera, quando al pronto soccorso dell’ospedale Versilia si è presentato un uomo con ferite da arma da taglio alle braccia e una grave ferita all’addome.

Gli agenti hanno ricostruito quanto accaduto in pochi minuti.

L’uomo, di nazionalità brasiliana, aveva avuto una lite con una donna anche lei brasiliana a Migliarino. Dopo le cure del pronto soccorso il ferito è stato ricoverato nel reparto di chirurgia.

I poliziotti sono lanciati subito a caccia dell’aggressore. La ricerca si è conclusa poche ore dopo, quando la stessa autrice del ferimento si è presentata anch’essa al pronto soccorso del Versilia per farsi medicare alcune escoriazioni che si era procurata durante l’accoltellamento.

La donna - di cui la polizia non ha fornito il nome - ha ammesso le proprie responsabilità di fronte agli agenti che l’hanno interrogata. È stata sottoposta a fermo di polizia giudiziaria e portata al carcere “Don Bosco” di Pisa con l’accusa di tentato omicidio, in attesa del processo.

Sono ancora in corso le indagini per accertare il motivo dell’aggressione, che secondo la polizia potrebbe essere riconducibile all’ambiente della prostituzione.

L’episodio, grave, riporta alla mente quanto accaduto molte volte nella pineta tra Torre del Lago e Migliarino. Il fatto di sangue più terribile è quello che vide la prostituta nigeriana “Grazia”, al secolo Iriagbonse Eghianruwa, massacrata a coltellate nell’aprile del 2015. Omicidio compiuto con 14 colpi inferti sul corpo della vittima, e confessato da un marocchino. Che avrebbe massacrato la donna perché protestava per il mancato pagamento di un rapporto sessuale.

Ma questa pineta è da sempre territorio selvaggio e terribile, dove si scontrano gli spacciatori di droga per il controllo della città vicine. Anche a colpi di pistola. Pochi anni fa, proprio alla Bufalina, ci fu una sparatoria con uno dei contendenti gravemente ferito. Una resa dei conti che raccontava, con il rumore delle armi, cosa succede tra quegli alberi patrimonio naturale della Versilia e della Toscana tutta.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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