La manifestazione
Pasquinucci: troppo chiusi verso i cittadini
Primo intervento da membro del Gruppo misto dopo soli tre mesi dall’elezione in consiglio
VIAREGGIO. Esordio nel Gruppo misto per Stefano Pasquinucci, entrato in consiglio comunale nelle fila della lista “Del Ghingaro” che ha lasciato dopo appena tre mesi. Stefano Pasquinucci si è astenuto sulle delibere proposte dalla Giunta ed ha messo in evidenza - come fatto da Alessandro Santini (Forza Italia) - che «il documento principale, l’istanza di auto fallimento della Patrimonio, non è tra gli atti».
In apertura di consiglio Pasquinucci ha voluto spiegare la propria scelta: «Non voglio essere, con i miei limiti, i dubbi e le personali perplessità, motivo di incertezze ed incomprensioni all'interno di un gruppo di consiglieri che stimo e rispetto. Dubbi e perplessità che in questi mesi, dal mio punto di vista, non sono mancati. Il coinvolgimento “improvviso” di due liste in campagna elettorale; l'incomprensibile “segreto” sulle nomine degli assessori alla cui presentazione ufficiale non siamo stati neppure invitati; il metodo utilizzato per la scelta del presidente del consiglio; il rapporto con le opposizioni e l'inosservanza, in alcuni casi, delle norme che regolano la gestione della convocazione di commissioni e consiglio comunale; la totale assenza di un confronto per la gestione delle nomine negli enti e nelle società partecipate; la delibera sulle informazioni legate al dissesto che doveva essere respinta e che poi, invece, abbiamo approvato all'unanimità; il fallimento del tentativo di creare una lista da presentare alle consultazioni provinciali... In un ambito più generale, poi, c'è questa sensazione di chiusura verso la città: i contrasti, per non dire conflitti, con altre amministrazioni versiliesi e la gestione della pagina Facebook del Comune con la decisione di “bannare” alcuni cittadini senza che esistessero motivi fondati per giustificare interventi così gravi e delicati».
Ed allora - ha concluso Pasquinucci, personaggio molto noto in città ed ex presidente della Fondazione Carnevale - «esco per non condizionare il necessario ed indispensabile agire condiviso che i consiglieri della maggioranza possono e vogliono trasformare in strumento, concreto e costruttivo, per "cambiare davvero" il modo di intendere e fare politica». (d.f.)
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