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Versilia

Il sindaco: la colpa è di chi ha governato la città in questo stato

Il sindaco: la colpa è di chi ha governato la città in questo stato

Del Ghingaro motiva così la fretta nelle scelte della sua giunta Baldini: dunque si proceda subito con le azioni di responsabilità

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VIAREGGIO. Era inevitabile che la vicenda della sorte della Viareggio Patrimonio diventasse terreno di scontro politico. Come si sia potuti passare in dieci anni dalle stelle alle stalle è uno di quei misteri viareggini con i quali nessuna Autorità giudiziaria pare volersi confrontare. Pur in presenza di ventiquattro milioni di tributi riscossi e mai versati al Comune, come ormai ammesso da tutti attraverso abbondante carta.

Il sindaco Giorgio Del Ghingaro approfitta della richiesta della minoranza di rinviare fino a decisione del Tribunale sul fallimento il voto sulla sorte di servizi ed impianti sportivi - motivata da quelli stessi pareri che l’amministrazione in carica ritiene un via libera sulla strada prescelta - e tenta l’affondo: «La gravità della situazione di Viareggio è tale che c'è bisogno di fretta. In questi anni si è fatto finta che non ci fosse una situazione così grave. Ed allora, eccome se noi abbiamo fretta. Non adottare provvedimenti di urgenza significa assumersi responsabilità che non vogliamo. E quindi andiamo avanti». A chi lo accusa di ave agito, oltre che in fretta anche «con leggerezza», Del Ghingaro risponde: «La leggerezza è quella del passato. Rimando al mittente questa parola». Soprattutto perché di come stanno le cose oggi «la responsabilità non è nostra, ma di chi non ha controllato e non ha amministrato in precedenza. La politica doveva intervenire prima: non oggi».

L’attacco è per Partito democratico e Forza Italia, ma è pur vero che nella Giunta e nel consiglio di Del Ghingaro siedono autorevoli esponenti di quella Giunta Betti che già a novembre 2013 avrebbe dovuto vedere quanto, invece, è stato chiaro solo il 2 ottobre 2014 con la dichiarazione di dissesto.

La risposta al primo cittadino arriva da chi non ha ancora mai governato la città. Massimiliano Baldini, capogruppo del Movimento cittadino, candidato sindaco alle ultime elezioni in una coalizione che comprendeva anche la Lega Nord, replica dai banchi del consiglio: «Allora si promuovano le azioni di responsabilità, invece di fare discorsi fumosi. Quello di oggi è un trucco: le responsabilità stanno sulle spalle di questa Giunta e di questa maggioranza che sono espressione di una politica che viene da lontano. Si dia luogo immediatamente alle azioni di responsabilità nei confronti di chi ha sbagliato».

A Baldini che ha risposto all’assessore al bilancio Laura Servetti, argomentando come a proprio avviso la strada da percorrere fosse quella del concordato in bianco invece che della richiesta di auto fallimento e al capogruppo Pd, Luca Poletti, che ha proposto di «rivedere i provvedimenti per poi adottarli a larga maggioranza», Del Ghingaro ha risposto difendendo l’operato del liquidatore Marchi («si è trovato in una situazione incancrenita, definita "catastrofica" dal precedente liquidatore Bicchi»). Marchi, però, ha agito «nel suo ruolo di grande autonomia e di responsabilità» e non secondo gli indirizzi dati dall’amministrazione. (d.f.)

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