Sicurezza
Addio allo scuolabus per gli studenti viareggini
Come annunciato il servizio è definitivamente cessato: lascerà a piedi bambini e ragazzi anche in occasione di attività didattiche fuori dalle aule
VIAREGGIO. La nota arrivata alle scuole lo scorso giovedì, a cinque giorni dal suono della prima campanella, è stringata e un po’ preoccupante. «Con la presente - c’è scritto - si ricorda che con delibera comunale numero 14 del 19 febbraio il servizio di trasporto scolastico è stato chiuso alla data del 10 giugno 2015, pertanto non può essere erogato per l’anno scolastico 2015/2016. Si invita a darne comunicazione alla famiglie».
In sintesi niente scuolabus. Che non significa però solo niente trasporti scolastici per gli alunni degli istituti viareggini nel tragitto casa-scuola. Si traduce anche, per non dire soprattutto, in un duro colpo per le attività didattiche generalmente condotte fuori dalle aule. Un primo esempio per capire la questione? È presto detto. A fine mese ci sarà a Viareggio il festival della Salute (ospitato al Centro congressi Principe di Piemonte). E molte scuole, invitate a partecipare come anche da programma ufficiale della manifestazione, hanno dato da mesi la propria adesione. Ecco: o gli alunni raggiungeranno il principino a piedi o per loro non ci sarà alcun Festival della Salute perché non potranno raggiungerne la sede con lo scuolabus.
Il problema riguarda, come detto, sostanzialmente tutte le piccole gite, escursioni e visite che gli studenti di scuole dell’infanzia, primaria e secondaria di primo grado sono soliti fare. Dalla visita al museo o al sito archeologico alla partecipazione a un eventi teatrale. Una difficoltà che, evidentemente, compromette la qualità dell’offerta scolastica dell’istituto.
Il taglio degli scuolabus, come si ricorderà, è una diretta conseguenza della dichiarazione di dissesto del Comune che con il commissario prefettizio Valerio Massimo Romeo, così come prevede la legge, andò all’aumento delle tariffe dei servizi scolastici. Compreso il costo dello del pulmino passato da 25 a 75 euro al mese (per le famiglie che non usufruivano di agevolazioni o esenzioni per reddito). Risultato? Una valanga di disdette che hanno reso insostenibile, per il Comune, il costo del servizio. Di cui ora tutti dovranno fare a meno fatte salve soluzioni dell’ultim’ora da parte della nuova amministrazione in carica che pure dovrà rimettere mano al pacchetto “servizi scolastici” ora che le famiglie hanno vinto la propria battaglia al Tar contro gli aumenti per i nidi e le mense. ©RIPRODUZIONE RISERVATA
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