Il dolore
Omicidio Iacconi, sentenza il 5 ottobre
Viareggio: iniziato il processo per il pestaggio di Halloween. Alla sbarra il ragazzo che si è autoaccusato. E per cui il giudice ha respinto la richiesta di messa alla prova
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VIAREGGIO. Ci sarà il 5 ottobre la sentenza sull’omicidio di Manuele Iacconi, ucciso a 34 anni dopo un brutale pestaggio nella notte di Halloween in Darsena.
Nell'udienza di lunedì 14 nel tribunale dei minori di Firenze il giudice ha ascoltato il giovane - all’epoca dei fatti minorenne, e per questo motivo ne omettiamo il nome - che si è autoaccusato del pestaggio, e che è a processo. Il ragazzo ha ripercorso i fatti di quella terribile notte del 31 ottobre in via Coppino. Mentre parlava si è messo a piangere, e si è detto pentito.
Il giovane, assistito dagli avvocati Giacomo Ciardelli e Valentina Tognocchi, si trova ora in una comunità nelle Marche, dove - hanno sempre ribadito i suoi legali - non è libero. Il giudice ha respinto la richiesta di messa alla prova fatta dalla difesa: in pratica si tratterebbe di un percorso di recupero in una comunità, che eviterebbe il carcere al ragazzo. La richiesta, hanno già annunciato i legali Ciardelli e Tognocchi, verrà comunque ripresentata il 5 ottobre.
L’altro giovane arrestato per questa vicenda, che invece non ha ancora compiuto 18 anni, è invece in libertà dopo essere uscito anche dalla comunità dove era passato dopo il carcere. Ad assisterlo sono gli avvocati Giorgio Nicoletti e Paola Memmola.
Quella di lunedì 14 è stata la prima udienza “vera”, dopo un primo confronto tra le parti avvenuto nel luglio scorso. Gli avvocati Ciardelli e Tognocchi avevano chiesto in precedenza che venissero ascoltati due testimoni: il minorenne di cui parlavamo prima e Alessio Fialdini, il terzo ragazzo coinvolto nella vicenda (il quarto è Federico Bianchi). Ma la richiesta è stata respinta dal giudice.
La richiesta è legata al fatto che la difesa del giovane imputato - per cui è stato chiesto il giudizio immediato - ritiene che lui non sia stato il solo a colpire a morte Manuele Iacconi. I due avvocati Ciardelli e Tognocchi si basano sull’autopsia eseguita dal professor Luigi Papi su incarico della Procura, dove si parla di vari colpi di casco, calci e pugni contro Iacconi: questi elementi, secondo i legali, fanno dubitare del fatto che sia stato solo il loro assistito ad aggredire il meccanico di Piano di Mommio dopo una lite. Le indagini, intanto, proseguono.
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