Il Tirreno

Versilia

Omicidio Iacconi, sentenza il 5 ottobre

Matteo Tuccini
Uno striscione che chiede giustizia per Manuele Iacconi durante la fiaccolata per la legalità
◗
Uno striscione che chiede giustizia per Manuele Iacconi durante la fiaccolata per la legalità

Viareggio: iniziato il processo per il pestaggio di Halloween. Alla sbarra il ragazzo che si è autoaccusato. E per cui il giudice ha respinto la richiesta di messa alla prova

2 MINUTI DI LETTURA





[[atex:gelocal:il-tirreno:versilia:cronaca:1.11829709:gele.Finegil.StandardArticle2014v1:https://www.iltirreno.it/versilia/cronaca/2015/07/24/news/iacconi-botte-arrivate-da-piu-parti-1.11829709]]

VIAREGGIO. Ci sarà il 5 ottobre la sentenza sull’omicidio di Manuele Iacconi, ucciso a 34 anni dopo un brutale pestaggio nella notte di Halloween in Darsena.

Nell'udienza di lunedì 14 nel tribunale dei minori di Firenze il giudice ha ascoltato il giovane - all’epoca dei fatti minorenne, e per questo motivo ne omettiamo il nome - che si è autoaccusato del pestaggio, e che è a processo. Il ragazzo ha ripercorso i fatti di quella terribile notte del 31 ottobre in via Coppino. Mentre parlava si è messo a piangere, e si è detto pentito.

Il giovane, assistito dagli avvocati Giacomo Ciardelli e Valentina Tognocchi, si trova ora in una comunità nelle Marche, dove - hanno sempre ribadito i suoi legali - non è libero. Il giudice ha respinto la richiesta di messa alla prova fatta dalla difesa: in pratica si tratterebbe di un percorso di recupero in una comunità, che eviterebbe il carcere al ragazzo. La richiesta, hanno già annunciato i legali Ciardelli e Tognocchi, verrà comunque ripresentata il 5 ottobre.

L’altro giovane arrestato per questa vicenda, che invece non ha ancora compiuto 18 anni, è invece in libertà dopo essere uscito anche dalla comunità dove era passato dopo il carcere. Ad assisterlo sono gli avvocati Giorgio Nicoletti e Paola Memmola.

Quella di lunedì 14 è stata la prima udienza “vera”, dopo un primo confronto tra le parti avvenuto nel luglio scorso. Gli avvocati Ciardelli e Tognocchi avevano chiesto in precedenza che venissero ascoltati due testimoni: il minorenne di cui parlavamo prima e Alessio Fialdini, il terzo ragazzo coinvolto nella vicenda (il quarto è Federico Bianchi). Ma la richiesta è stata respinta dal giudice.

La richiesta è legata al fatto che la difesa del giovane imputato - per cui è stato chiesto il giudizio immediato - ritiene che lui non sia stato il solo a colpire a morte Manuele Iacconi. I due avvocati Ciardelli e Tognocchi si basano sull’autopsia eseguita dal professor Luigi Papi su incarico della Procura, dove si parla di vari colpi di casco, calci e pugni contro Iacconi: questi elementi, secondo i legali, fanno dubitare del fatto che sia stato solo il loro assistito ad aggredire il meccanico di Piano di Mommio dopo una lite. Le indagini, intanto, proseguono.

Tutti gli articoli sul caso Iacconi

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Il dolore

San Giuliano Terme, è morto Tiziano Taccola: storico dirigente socialista

di Redazione Pisa