Il Tirreno

Versilia

Muore a 45 anni nell’immersione

di Federico Lazzotti
Muore a 45 anni nell’immersione

Era con un amico nelle acque di Calafuria quando ha avuto un malore, aperta un’inchiesta

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LIVORNO. «L’ho visto andare giù e l’ho soccorso. L’ho raggiunto e gli ho dato il mio erogatore per cercare di farlo respirare meglio. A quel punto ho iniziato a portarlo verso gli scogli, lo tenevo sottobraccio per sorreggerlo. Poi sono arrivati anche i ragazzi del diving center ad aiutarmi per cercare di salvarlo». È un racconto drammatico quello che l’amico di Luca Manfredi, sub morto a 45 anni durante un’immersione nelle acque davanti a Calafuria, lungo il Romito, ha consegnato agli investigatori che hanno aperto un’indagine per ricostruire le cause della tragedia avvenuta intorno alle 9,30 di ieri mattina e in cui ha perso la vita il quarantacinquenne residente a Massarosa.

I due amici, con un altro guppetto di appassionati, sono arrivati di prima mattina sugli scogli che si affacciano lungo la strada costiera con tutta l’attrezzatura necessaria per effettuare l’immersione: bombole, mute, pinne, pesi ed erogatori.

Quella nelle acque di Calafuria - confermano gli esperti - è una delle escursioni più gettonate per chi ama gli abissi, soprattutto perché è possibile partire dagli scogli e dunque essere indipendenti senza avere la necessità di avere o affittare un’imbarcazione.

Così hanno fatto i sommozzatori versiliesi che si sono tuffati a poche decine di metri dalla Torre, in prossimità dell’ingresso della scuola di diving. Sono passati pochi minuti e il subacqueo ha perso conoscenza in mare quando si trovava a circa 150 metri dalla costa. Difficile dire che cosa abbia causato il malore. Un problema cardiaco? L’insufficienza di aria nelle bombole? Un mix sbagliato tra ossigeno, azoto ed elio come avvenuto in altre tragedie?

Per fare chiarezza sulle cause del decesso, il pubblico ministero di turno Antonio Di Bugno ha disposto il sequestro di tutta l’attrezzatura e l’autopsia sul corpo della vittima.

Quando il quarantacinquenne, poco prima delle 10, ha raggiunto la riva trasportato dagli altri subacquei, i primi a soccorrerlo sono stati i volontari della Misericordia di Montenero che a due passi dal luogo dell’incidente hanno una postazione fissa di soccorso aperta tutta l’estate.

Pochi minuti dopo è arrivata anche l’ambulanza con il medico a bordo. «Il subacqueo quando lo abbiamo raggiunto - raccontano i soccorritori - non era cosciente e la situazione era disperata». Nonostante questo, per quasi un’ora, sono andati avanti i tentativi, purtroppo inutili, di rianimarlo. Ai miliari della Guardia Costiera è toccato l’ingrato compito di avvisare della tragedia i familiari del subacqueo.

La seconda vittima del mare in appena 24 ore dopo la morte avvenuta all’isola di Giannutri.

@fedelazzotti

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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