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Antincendio nel mirino dei carabinieri

Antincendio nel mirino dei carabinieri

Tre i motivi per cui alcuni edifici comunali sono chiusi c’è il non adeguamento alla normativa antincendio. Uno di questi è il Teatro Jenco (nella foto), inutilizzabile ormai da tempi dell’amministraz...

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Tre i motivi per cui alcuni edifici comunali sono chiusi c’è il non adeguamento alla normativa antincendio. Uno di questi è il Teatro Jenco (nella foto), inutilizzabile ormai da tempi dell’amministrazione Betti. Hanno rischiato di fare la stessa fine gli asili nido della città e per poco non ha rischiato anche Palazzo delle Muse. Poi qualche migliaia di euro è saltato fuori per finanziare una spesa che - agli atti del Comune - risulta in realtà più volte finanziata. È la storia degli incarichi esterni affidati per anni all’ingegnere Francesco Vita dal dirigente dei lavori pubblici Riccardo Raffaelli. Nel curriculum di Vita tutti i palazzi comunali (perché tutti sono passati dalle sue mani) sono a norma. Eppure questa lunga storia di carte in regole e palazzi inagibili è finita nell’inchiesta dei carabinieri del Nucleo investigativo di Lucca. Inchiesta che ha fatto in tempo a muovere i primi passi prima di subire il brusco stop dell’archiviazione (decisa dal Gip) che ha così impedito le intercettazioni (anche telematiche) richieste dagli inquirenti. Dal 2001 al 2009 - è il conto dei carabinieri - l’ingegner Vita percepisce oltre un milione di euro di incarichi esterni. Senza che vi siano risposte lecite - è la tesi investigativa - alla domanda su «quali reali, insuperabili motivazioni abbiano portato l’amministrazione a non utilizzare i 45 tecnici in organico al Comune». (d.f.)

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