Gioco
Al via la pulizia del verde in attesa di 21 telecamere
CAMAIORE. L’area industriale delle Bocchette con le sue 198 imprese insediate e gli oltre 3500 addetti, si rimette a nuovo grazie ad una squadra di operai specializzati nella gestione del verde, che...
CAMAIORE. L’area industriale delle Bocchette con le sue 198 imprese insediate e gli oltre 3500 addetti, si rimette a nuovo grazie ad una squadra di operai specializzati nella gestione del verde, che da alcuni giorni sta ripulendo il verde dell’area industriale.
L’area, riqualificata dal punto di vista infrastrutturale, gode di un importante polmone verde, con alberi di alto fusto, siepi, piccoli arbusti e piantine aromatiche presenti su quasi tutte le strade dell’area industriale. Alberature trapiantate grazie al bando Apea, progetto dedicato a migliorare le aree industriali dal punto di vista ecologico, proliferate in maniera vistosa e necessitanti di un intervento di cura, taglio ed abbellimento. «Così dopo diverse segnalazioni da parte degli imprenditori dell’area e dopo diversi solleciti ed incontri avvenuti tra il Consorzio Le Bocchette e l’Amministrazione di Camaiore - si legge in una nota del Consorzio - si è trovato un accordo, verso la completa sistemazione di tutto il verde presente all’interno dell’area. Un accordo di rimessa a nuovo che, per il Presidente del Consorzio, Pierluigi Benaglio, deve andare oltre una primaria pulizia e riordino dell’area, per garantire un mantenimento e un miglioramento nel corso del tempo dell’arredo urbano, grazie anche ad una serie di nuove idee e progettualità in fase di elaborazione, tra l’amministrazione comunale e la direzione del Consorzio».
«Inoltre con l'effettiva messa in funzione delle 21 telecamere di sicurezza, che sorveglieranno tutta l’area industriale - prosegue Benaglio - i diversi episodi di abbandono di rifiuti e di incuria che di tanto in tanto si sono presentati e si presentano all’interno della nostra area industriale, verranno meno, con più sicurezza e rispetto di tutti, verso l’ambiente di lavoro in cui viviamo».
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