Il Tirreno

Versilia

Patrimonio: i servizi vanno al Comune, i lavoratori no

di Donatella Francesconi

Da martedì una parte dei dipendenti della società pubblica vede sfumare il proprio incarico. Pd e Forza Italia: il Comune chiarisca che ne sarà di loro

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VIAREGGIO. Ma i dipendenti dei servizi (e dei beni) che il Comune si riprenderà dalla Viareggio Patrimonio se il consiglio di lunedì approverà le delibera proposte dall’amministrazione Del Ghingaro che fine fanno? È la domanda posta ieri mattina in commissione bilancio (presidente Stefania Carraresi) dai consiglieri del Pd, Antonio Batistini, e Forza Italia, Ruggero Salemi. «Per i lavoratori ci saranno delle conseguenze - dichiara Salemi -: vi rendete conto che pigiando un tasto licenziate settanta persone?». La riposta è arrivata dal capogruppo della Lista Del Ghingaro, David Zappelli: «Lo so da un anno quali sono le conseguenze...Già mi imputano la dichiarazione di dissesto con l’amministrazione Betti (2 ottobre 2014, ndr), vorrà dire che mi porterò dietro anche i settanta dipendenti licenziati...Sono preparato».

La presidente Carraresi, nel rispondere ai due consiglieri, ha ricordato: «Ci sono comunque dei tavoli aperti con i sindacati...È vero che la maggior parte dei dipendenti della Viareggio Patrimonio non hanno un contratto da dipendente pubblico, ma si può valutare la mobilità da una partecipata all’altra...». Un’affermazione alla quale ha risposto Batistini: «Certo...Ma se i servizi passano dal Comune alla partecipata, come potrebbe essere il caso del Sit che interessa alla Mover, ed i lavoratori rimangono alla Patrimonio, la società partecipata è obbligata a fare un bando pubblico». Tanto che il problema principale per i dipendenti della Viareggio Patrimonio non è il tipo di contratto di lavoro, ma il fatto che non siano stati assunti con una selezioni pubblica. Questo è l’handicap che impedisce al Comune di riassorbirli, anche se - con il dissesto in corso - assunzioni non sono possibili. Ed allora, insiste Batistini, «i sei dipendenti del Sit, da martedì vanno al mare?».

I sindacati Cgil Cisl e Uil hanno incontrato l’amministrazione comunale non sembrano soddisfattissimi delle risposte avute in materia di partecipate e relativi dipendenti: «Vogliamo chiarezza - si legge nel comunicato diffuso - sulle soluzioni societarie che il Comune sembra voler adottare, quali la fallibilità di alcune società partecipate, per valutarne l'impatto sulla qualità dei servizi e l'occupazione». Viene da dire che è un po’ tardi, visto il consiglio fissato in via d’urgenza per lunedì. Consiglio al quale arriva il messaggio chiaro dei sindacati: «La salvaguardia occupazionale rimane l'elemento centrale del confronto, pertanto verrà data urgenza all'esame delle situazioni più critiche, quali la Versilia Congressi, la Patrimonio e la Viareggio Porto. La ricerca di soluzioni sulla salvaguardia occupazionale e dei diritti dei lavoratori, deve avvenire nella ricerca di soluzioni omogenee, evitando semplificazioni o spinte corporative nelle quali i lavoratori più deboli potrebbero pagare i prezzi maggiori».

Intanto però da lunedì impianti di illuminazione, Sit, impianti sportivi e Centro Congressi - se le delibere proposte daranno approvate - sono tutti settori della Viareggio Patrimonio che si svuotano. Per tornare all’interno di un Comune che ha appena approvato la propria nuova organizzazione interna che non prevede i servizi di rientro. «Come si riorganizza in Municipio questo passaggio?» è ancora la domanda di Batistini. Rimasta senza riposta.

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