Il Tirreno

Versilia

Scuola, a Viareggio resta il rischio aumenti

di Valentina Landucci
Scuola, a Viareggio resta il rischio aumenti

La sentenza del Tar “salva” le famiglie ma solo per l’anno scolastico trascorso

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VIAREGGIO. La vittoria delle famiglie che hanno fatto ricorso al Tar contro gli aumenti di mense scolastiche e rette degli asili nido comunali, approvati lo scorso anno dal commissario prefettizio Valerio Massimo Romeo nell’ambito dei provvedimenti conseguenti la dichiarazione di dissesto finanziario, è importante e “totale” rispetto al ricorso che circa 300 genitori avevano presentato tramite l’avvocato Elisa Vannucci Zauli. Che, per dirla in breve, ha fatto bene il suo lavoro facendosi riconoscere dal Tar i due punti cruciali contestati con il ricorso. Da un lato l’illegittimità dell’applicazione delle nuove tariffe ad anno scolastico in corso, quando ormai i genitori avevano firmato con l’ente pubblico una sorta di “contratto” al momento dell’iscrizione che conteneva condizioni diverse da quelle poi imposte con gli aumenti. dall’altro e non secondariamente l’inapplicabilità degli aumenti deliberati in mancanza, al momento dell’approvazione delle delibere, di un bilancio stabilmente riequilibrato. Con l’inevitabile conseguenza dell’annullamento dei provvedimenti relativi ai rincari per le mense e per gli asili nido.

Eppure questa fondamentale vittoria, che si tradurrà nella restituzione alle famiglie delle cifre pagate in più nel corso dello scorso anno scolastico (tra novembre e febbraio quando è intervenuta sui provvedimenti del Comune la sospensiva del Tar) non mette in salvo mamme e papà da provvedimenti che ritocchino nuovamente al rialzo quelle cifre. Anzitutto perché il Comune si trova costretto a aumentare il costo dei servizi a domanda individuale a carico delle famiglie proprio in virtù del dissesto. La questione a questo punto è però il “quando” varare gli aumenti - se di aumenti si tratterà - o comunque la ridefinizione delle soglie (sulla base del reddito) delle tariffe per mense e nidi. Il Tar, anche su questo, non lascia spazio a interpretazioni: al momento dell’iscrizione dei figli a un servizio, sia la mensa che il nido, ente pubblico e genitori siglano un contratto che non può, a un certo punto, essere modificato unilateralmente. E in base a questo principio il Comune non avrebbe più tempo (o quasi) per adottare modifiche sostanziali all’accordo sottoscritto con le famiglie che usufuiscono dei servizi.

Staremo a vedere. Anche perché in realtà la nuova amministrazione ha già lavorato a una soluzione alternativa agli aumenti approvati dal commissario prefettizio che tenga insieme aspetti economici e sostenibilità sociale dei servizi.

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