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Salvini all'attacco: «Punito il poliziotto che sparò ai banditi»

Salvini all'attacco: «Punito il poliziotto che sparò ai banditi»

Sparatoria a Lido di Camaiore. Il leader della Lega ha raccontato di avere incontrato l’agente che fece fuoco: «È stato demansionato»

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LIDO DI CAMAIORE. Il poliziotto che ha sparato quel sabato di agosto a Lido «è stato demansionato». Ovvero, in qualche modo punito, dai suoi vertici. La notizia, perchè tale sarebbe, è stata data da Matteo Salvini nel corso del suo intervento di giovedì 10 al festival del «Giornale» in corso di svolgimento al caffè della Versiliana.

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Il leader della Lega ha parlato di fronte ad un migliaio di persone, intervistato da Alessandro Sallusti che del Giornale è il direttore. Per far capire come le cose non vanno in Italia quando si parla di sicurezza, Salvini ha raccontato che nel corso della sua vacanza in Versilia (è stato una settimana a Marina di Pietrasanta con la figlia) ha incontrato il poliziotto che «ha sparato a Lido di Camaiore». «Ha risposto al fuoco dei banditi, è finito in ospedale ed è stato anche demansionato. Questa è l’Italia» ha detto. Sono seguiti applausi. Il demansionamento dell’agente che era intervenuto alla sparatoria è visto da Salvini come uno scandalo, un modo di essere contro la legge. Ma Salvini nel suo intervento ha spiegato che l’agente ha risposto a gli chi stava sparando. Una cosa non vera visto che pare ormai appurato (almeno quello) che nessuno dei banditi (sinti italiani che stavano svaligiando una villetta a Lido) di quella giornata ha esploso un solo colpo di pistola. Anche perchè non risulta – al momento – che il trio fosse armato. E quindi il comportamento tenuto dall’agente – che non ha risposto a nessuno colpo sparato contro di lui – è stato messo sotto inchiesta da parte dei superiori. Nonostante evidenti depistaggio, anche finiti sui giornali, dove si è parlato di bossoli presi e nascosti dai bambini in spiaggia. Come a spiegare che qualcuno avesse sparato, ma fra i banditi.

Sempre riferendosi a vicende locali, Salvini ha rilevato alla Versiliana di avere parlato con l’associazione il Mondo che vorrei, che raccoglie i superstiti e i familiari delle vittime della strage di Viareggio. «Mi hanno spiegato che dopo 7 anni non c’è ancora una sentenza».

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di Redazione web