Attenzione
Profughi, il parroco apre le porte
Tra le l’ipotesi anche quella di offrire per l’accoglienza alcuni locali dell’ex convento dei Frati
PIETRASANTA. Oggi no, domani, con ogni probabilità si. «L’ospitalità ai profughi è emergenza che affronteremo a breve: la comunità religiosa di Pietrasanta è infatti pronta a fare la propria parte anche se al momento non è previsto alcun piano di accoglienza». Parole, quelle di don Francesco Parrini, parroco della chiesa del Santissimo Sacramento dei Macelli - ed a partire dal prossimo 28 settembre anche della Parrocchia dei Frati di via San Francesco - che se da un lato tagliano corto sulle voci che indicano proprio nel convento dei Frati la sede idonea per accogliere persone che scappano dalla guerra e dalla fame, «non mi risulta: di certo, ad oggi, non ho avuto alcuna comunicazione al riguardo», dall'altro lasciano la porta aperta ad un percorso «che, con tempistiche e modalità ben definite - spiega don Francesco - va affrontato». Un’affermazione importante in una città il cui sindaco, Massimo Mallegni, aveva recentemente preso posizione contro le richieste di disponibilità all’ospitalità dei profughi avanzate in primo luogo dalla Prefettura di Lucca e guà accolte da alcune amministrazioni comunali.
« Non è vero che il Convento dei Frati abbia però tutto questo spazio a disposizione - si parla di una ventina di piccole stanze già funzionali- così come non è vero che le altre parrocchie di Pietrasanta e Marina siano nelle condizioni di accogliere un numero importante di persone - continua don Francesco - Magari fosse così, ma non risponde al vero. Anzi, in molti casi, ci sono veri e propri problemi di abitabilità».
«Detto questo è evidente che la comunità dei Macelli, saprà muoversi per dare delle risposte concrete - prosegue il parroco - ed io, come parroco, sono pronto a confrontarmi con tutti, vedi Istituzioni e famiglie, per individuare le soluzioni più idonee. E non lo facciamo perchè ce lo dice il Santo Padre o ce lo impone la nostra Fede, ma perchè ne va del nostro essere persone su questa Terra, perchè ci sono risvolti umani che non possono essere trascurati in tutta questa tragedia».
«Ma un conto sono le parole ed un altro i fatti: per questo motivo non basta individuare una sede dove accogliere i profughi, visto che poi servono mezzi di sostentamento per garantire un'esistenza quanto meno decorosa a queste famiglie - prosegue il parroco - Ecco perchè si rende necessario un confronto fra tutte le parti in causa, un piano ben studiato a tavolino, un supporto reciproco e nessuna contrapposizione. Ed è quello che, visto anche il mio ruolo, auspico di portare avanti, in tempi brevi, già nella mia parrocchia».
Fin qui don Francesco che ribadisce il suo personale impegno richiamando anche le famiglie a dare il proprio contributo.
Nei prossimi giorni ne sapremo di più anche sulla soluzione, prospettata, del Convento dei Frati come sede di accoglienza: al momento, nonostante non ci sia ancora niente di ufficiale al riguardo, resta di fatto la soluzione logistica più fattibile.
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