Il Tirreno

Versilia

Mallegni rischia una nuova sospensione

Luca Basile e Matteo Tuccini
Da sinistra l'avvocato Sandro Guerra e Massimo Mallegni
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Da sinistra l'avvocato Sandro Guerra e Massimo Mallegni

Pietrasanta, al processo d’appello il sindaco rinuncia alla prescrizione: "Voglio uscirne pulito". Ma la sentenza viene rinviata

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PIETRASANTA. Il caso Mallegni non è ancora concluso. Nella prima udienza di appello del maxi-processo che lo vede impegnato da anni, il sindaco di Pietrasanta rinuncia alla prescrizione - chiesta dallo stesso procuratore generale, rappresentante dell’accusa. Ma la sentenza della Corte d’Appello viene rinviata al 9 dicembre. E così si aprono nuovi scenari. Uno dei quali è la possibile nuova sospensione del primo cittadino in base alla legge Severino.

Il sindaco Massimo Mallegni ha fatto appello contro i tre capi di imputazione - violenza privata, abuso d’ufficio e corruzione impropria - per cui è stato condannato nel 2012. Ora spetta alla Corte decidere il prossimo 9 dicembre. L’udienza di giovedì 10 a Firenze, dopo sei ore di arringhe e dibattiti, è sfociata infatti nella richiesta dello stesso Mallegni e del suo avvocato Sandro Guerra «di andare a giudizio - spiega il sindaco - Potevo avvalermi della prescrizione, chiesta peraltro dal procuratore generale. Ma da tutta questa vicenda voglio uscire senza alcuna ombra, visto che sono innocente e credo che oggi - ieri per chi legge, ndr - lo abbiamo chiaramente ancora una volta dimostrato. Detto questo - spiega Mallegni - trovarsi a distanza di sei anni ad affrontare una nuova udienza è inaccettabile. Confermo la mia completa fiducia nella giustizia, lo dico fin dal primo giorno in cui sono finito nell’inchiesta. Ma la tempistica di questo processo va oltre ogni logica. E la responsabilità, sia chiaro - prosegue Mallegni - non è dei giudici, ma della politica che non mette la giustizia nelle condizioni di funzionare al meglio».

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Nonostante che i reati siano prescritti, quindi, saranno i giudici della Corte d’Appello ad entrare nel merito dei capi di accusa addebitati a Mallegni. E a decidere di conseguenza.

Aspetto molto importante di tutta questa vicenda - oltre alla voglia e alla necessità del sindaco di uscire definitivamente da una battaglia processuale infinita - è la possibile sospensione dalla carica di primo cittadino per Mallegni, conseguenza dell’applicazione della legge Severino. Il 12 agosto scorso, infatti, il tribunale di Firenze era entrato nel merito del provvedimento, ascoltando le parti in causa e riservandosi una decisione che ad oggi, però, non è ancora arrivata. Il concomitante slittamento della sentenza d’appello al 9 dicembre potrebbe prefigurare sviluppi e novità a breve su questo fronte.

Attenzione, però: il tribunale potrebbe anche pronunciarsi a favore del sindaco, il che - dal punto di vista di Mallegni - eliminerebbe il problema alla radice. Senza neppure aver bisogno della sentenza dei giudici d’Appello.
 

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