Il Tirreno

Versilia

Fappani riapre invitando i viareggini

di Corrado Benzio
Fappani riapre invitando i viareggini

Colazione gratis per tutti questi mattina. «Abbiamo immaginato un locale di tipo europeo aperto a tutti, a tutte le ore»

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VIAREGGIO. Il fornitore del caffè è la ditta Segafredo. Un giorno, seguendo il carnevale dalla tribuna, il patron della famosa ditta chiese perchè quel bar fosse chiuso. E si ripropose che quella posizione era troppo strategica per non «segnarla» con le sue miscele.

E così stamani i viareggini assaggeranno caffè e cappuccino marca Segafredo. La riapertura di Fappani è un evento importante per la città. La famiglia Bergamini e Fontana vuole che sia una festa popolare. «E così abbiamo deciso di offrire la colazione a tutti» spiega soddisfatto Corrado Fontana che ieri ha fatto da Cicerone alla stampa per presentare il locale che rinasce dopo due anni di chiusura.

«Anzi due anni di chiusura e 10 di gestione schifose» ci tiene a precisare Carlo Fappani, 78 anni, in buona forma nonostante sia reduce da brutti guai di salute.

La storia si sa. La famiglia lascia. Prima a gente poco accorta, poi direttamente alla camorra, come sanzionato dalle inchieste della Direzione distrettuale antimafia e da un sequestro durato fino all’altro ieri. Solo quando il locale (le mura, come si dice in gergo, sono sempre state una concessione comunale della famiglia Fappani) è stato liberato dalla giustizia si è iniziato a parlare di riaprirlo. Tante voci e poi l’operazione decisiva con i Fontana, una famiglia che ha fatto la storia della Passeggiata viareggina. A guidare il locale Oreste Bergamini con la moglie Susanna Fontana e Massimiliano Fappani – pasticciere – con la moglie Sandra, sorella di Susanna.

Il locale è profondamente cambiato, affidato alle cure di una casa milanese che si occupa di design di locali. Prevalgono i toni chiari con un unico grande bancone che parte da destra con le carapine della gelateria per proseguire con il banco della pasticceria e la caffetteria e finire con lo spazio pizzeria (c’è un grande forno a vista), focacceria e panini. La pausa pranzo e la cena puntano soprattutto su questa proposta . Le voci che davano il locale virato verso il ristorante si sono rivelate infondate. Fappani continuerà ad essere pasticceria e ieri in laboratorio c’era una vecchia conoscenza, come Marco Pezzini, che prima di diventare Pieri&Pezzini aveva imparato l’arte qui. «Ho iniziato 60 anni fa, quando ne avevo 14 in questo laboratorio». Chiusa la Delizia al campo d’Aviazione, è tornato a fare brioche e girandole co l’uvetta.

Il nuovo Fappani ha al momento 12 dipendenti, fra tempo pieno e part time ed è sicuro di aprire in estate dalle 7 la mattina all’una di notte. «Sull’inverno vogliamo capire come reagirà la clientela, prima di decidere un orario».

Il salone da tè è cambiato: tanti tavolini ma nessun servizio al tavolo. La gente si prenderà il suo caffè o la sua pizza e si siederà. Una visione molto europea, come del resto la scelta del nome: Cafè Fappani.

«Abbiamo girato l’Europa, l’idea di cafè è quella che ci piace di più. Dove si può prendere un espresso ma anche fare un pranzo leggero o ordinare un cocktail».

Ieri mattina non era ancora pronto il dehors su piazza Mazzini. Doveva arrivare entro stamani. Ritardi dovuti anche alla richiesta di permessi in Comune (non sia mai che la burocrazia usi il suo potere per aiutare gli imprenditori).Le sedie scelte sono tipo regista ma più eleganti. «Finiremo di notte come i carri prima dei corsi, ma volevamo comunque aprire alla data stabilita».

Fappani che riapre è un bel segnale per la città, non solo per la posizione ma anche per la fama. Sarebbe il caso che il Comune desse un riconoscimento (magari solo un telegramma di auguri) a chi investe e si impegna.

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