Il Tirreno

Versilia

Viareggio, bocciato l’aumento dei nidi e delle mense

Valentina Landucci
La protesta dei passeggini contro il caro-nidi e il caro-mense
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La protesta dei passeggini contro il caro-nidi e il caro-mense

I genitori degli alunni viareggini non dovranno pagare le tariffe più alte decise per il dissesto del Comune e già sospese a febbraio dal tribunale

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VIAREGGIO. È la vittoria delle mamme e dei papà che l’8 novembre dell’anno scorso avevano invaso piazza Mazzini con un pacifico corteo di passeggini. Mamme e papà che chiedevano di non far pagare ai propri figli il dissesto finanziario del Comune e dunque dichiaravano guerra agli aumenti dei costi per i servizi scolastici: gli scuolabus, le mese e soprattutto i nidi (anche 100 euro al mese in più per ogni bambino). E il Tar ha dato loro ragione.

I genitori degli alunni viareggini si sono prima riuniti in un comitato, il Vudi (Viareggio unita per il diritto all’istruzione). In trecento avevano unito le forze autotassandosi per presentare due distinti ricorsi contro i rincari dei nidi e delle mense (ma non per gli scuolabus).

Il lavoro sul piano legale era stato seguito da mamme e papà avvocati e tutti insieme avevano affidato le proprie speranze al legale viareggino Elisa Vannucci Zauli. A inizio febbraio il Tar aveva deciso la sospensiva della validità delle delibere con le quali venivano incrementate le tariffe. Mercoledì 9 l’avvocato Vannucci Zauli ha annunciato la vittoria, nel merito, dei genitori.

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Le motivazioni non sono state ancora rese note dal Tar. Difficile dire se la partita sia stata vinta perché ha prevalso la rilevanza sociale dei servizi soggetti a aumenti significativi e improvvisi rispetto alla situazione di dissesto del Comune. O se invece la motivazione dell’accoglimento sia più tecnica, dovuta al fatto che le delibere sono state approvate e immediatamente applicate senza l’approvazione - sopraggiunta solo successivamente - del bilancio stabilmente riequilibrato (come prevederebbe la normativa) che peraltro non ha ancora ottenuto l’ok del ministero dell’economia e delle finanze. Questioni, comunque, non secondarie queste dato che da qui discende l’eventuale applicazione degli aumenti determinati dal dissesto finanziario del Comune per il prossimo anno, magari rimodulati sulla base dle lavoro già avviato dall’amministrazione guidata da Giorgio Del Ghingaro.

Per ora resta, legittima, la soddisfazione delle famiglie che non dovranno pagare arretrati a integrazione delle tariffe per mense e asili del precedente anno scolastico. Semmai sarà il Comune e in parte Asp (l’azienda speciale pluriservizi) a dover mettere mano alla cassa per restituire circa tre mesi di pagamenti in eccesso, quelli cioè fatturati in base alle tariffe decise dopo la dichiarazione di dissesto.

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