Sicurezza
Saetta chiede la restituzione della casa
Viareggio: l’attico di via di Montramito confiscato dallo Stato assieme ad altri beni per sei milioni di euro. Gli avvocati fanno appello
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VIAREGGIO. Vincenzo Saetta chiede la restituzione della sua casa. L’attico in via di Montramito, suo luogo di residenza a Viareggio (anche se ora Saetta si trova agli arresti domiciliari a Napoli), al momento non è più nelle sue disponibilità: è stato confiscato a fine luglio scorso, assieme ad altri beni mobili ed immobili per un valore totale di sei milioni di euro.
La confisca - che significa finire nel patrimonio dello Stato - è scattata dopo la condanna a sedici anni per usura ed estorsione, inflitta a Saetta dal tribunale di Lucca. Contro questo provvedimento i suoi legali Massimo Landi ed Eriberto Rosso hanno fatto appello. Il caso verrà discusso in un’udienza che verrà fissata a breve dalla Corte d’Appello di Firenze.
La maxi-confisca è stata decisa dal tribunale - ed eseguita dalla Guardia di finanza - perché i beni che secondo l’accusa sono riconducibili a Saetta, a suo fratello Marco e a Salvatore Cocige (questi ultimi due assistiti dall’avvocato Giorgio Nicoletti) sarebbero frutto del crimine. In particolare, secondo quanto ricostruito in un processo durato cinque anni, di usura ed estorsione compiute ai danni di professionisti e persino casalinghe versiliesi. Secondo le Fiamme gialle, questo enorme patrimonio era intestato a quattro prestanome e nascosto dietro dichiarazioni dei redditi «irrisorie» fatte dai Saetta e da Cocige. Ma questa impostazione viene contestata dalle difese. Che ritengono impossibile un’ipotesi del genere. Soprattutto per beni come la casa di via di Montramito, acquistata anni fa dalla famiglia Saetta. Ecco perché gli avvocati chiedono che questo ed altri beni vengano restituiti.
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Nell’elenco figurano undici immobili tra Lucca e Viareggio: tra questi due appartamenti di pregio in piazza Mazzini, ma anche case di tipo più economico al quartiere Varignano. Confiscate anche attività commerciali: il parrucchiere Vargas e il centro estetico Le Manie - situati nello stesso fondo di via Fratti - e la gioielleria Vin gold, sempre in via Fratti. Nel conto c’è anche un autosalone, venti auto e diciassette conti correnti aperti in banche e negli sportelli di Poste italiane presenti in città.
Altri provvedimenti di confisca sono stati fatti in provincia di Napoli, per un totale di una sessantina di beni, tutti ritenuti appartenenti ai Saetta. Il valore complessivo del patrimonio è stato stimato, appunto, in sei milioni di euro.
I beni erano già stati sequestrati in passato a scopo preventivo ed erano amministrati dallo Stato; con il provvedimento di confisca passeranno sotto la proprietà pubblica. A meno che la Corte d’Appello non accolga il ricorso dei legali dei Saetta.
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