Il Tirreno

Versilia

Intesa Del Dotto-Nogarin per la fusione tra Gaia e Asa

Ma la società livornese dovrebbe prima “liquidare” il socio privato: l’idea è quella di un azionariato popolare che coinvolgerebbe anche la Versilia

3 MINUTI DI LETTURA





LIVORNO. L’azienda livornese dell’acqua, Asa, tutta pubblica anche attraverso un azionariato popolare, in altre parole con i livornesi che comprano le quote. E una possibile futura fusione con Gaia, la società versiliese dell’acqua che tutta pubblica lo è già.

Ieri mattina il sindaco M5S Filippo Nogarin ha incontrato a Palazzo Civico il sindaco Pd di Camaiore, Alessandro Del Dotto. E proprio nella stanza dove campeggia la foto di Beppe Grillo in versione presidente della Repubblica, i due hanno intavolato un’inedita alleanza su acqua e rifiuti.

Per i due sindaci della costa l’incontro è stato infatti «solo l’inizio di un percorso che punta alla nascita di una nuova società pubblica – interamente pubblica, ripete due volte Nogarin – dove confluiscano Asa e Gaia, con un bacino potenziale di oltre 700.000 utenti».

«Obiettivo principale – premette Del Dotto – sono la qualità del servizio, la salvaguardia delle risorse e dell’ambiente: è per questo che ci incontriamo oggi, pur partendo da esperienze politiche particolarmente diverse». Il sindaco di Camaiore invita per ora a non dare la fusione per scontata («siamo nella fase dello studio di fattibilità politica»). E non esclude neppure che operazioni come questa possano portare ad aumenti tariffari.

Sta di fatto che mentre Gaia è già tutta pubblica, Asa, che per circa il 40% è di Iren, «deve prima mettere da parte il privato e allinearsi agli esiti del referendum del 2011». Su questo Nogarin e Del Dotto sembrano perfettamente d’accordo: ma come pensa il Comune di Livorno (che di Asa ha circa il 36%) di arrivare a liquidare il socio privato?

Qui viene il bello. Nogarin dice di voler prendere ad esempio «realtà virtuose che già ci sono», e citando Peccioli per i rifiuti, parla di «erogazione di una quota da parte dei cittadini, che potrebbe essere di un euro, per avere una liquidità tale da estromettere il privato e avere anche un po’ di capitale per cominciare a mettere nero su bianco un piano industriale comune con Gaia, attuando strategie che guardino al cittadino non come consumatore, ma come fruitore di un bene primario». Intanto, gli fa eco Del Dotto, anche Gaia (di cui però Camaiore ha circa il 10%, ndr) farebbe a sua volta un’operazione di azionariato popolare. Tradotto: «I cittadini – riprende Nogarin – diventerebbe in parte azionisti, con una sorta di modello coop basato non sul consumatore ma sull’utenza».

Ok, ma ammesso che i livornesi si mettano le mani in tasca, come si pensa di “fare fuori” davvero il socio privato. Perché nel corso dell’intervista rilasciata a fine agosto al Tirreno proprio dal presidente di Asa, Fabio Del Nista, è venuto fuori che i privati, entrati con 9 milioni, potrebbero ritrovarsene tra le mani 30-35. Una somma che non si copre certo con l’azionariato popolare. «Non mi risulta che Asa sia cresciuta dall’ingresso dei privati – controbatte Nogarin – per questo ho chiesto in assemblea cosa è cambiato nel dettaglio in termini di efficienza, redditività, investimenti, proventi. Tanto per cominciare non credo che il privato oggi possa pretendere più di quanto ha sborsato a suo tempo. Comunque vedremo quando avremo sul tavolo tutti i numeri».

Intanto l’idea di Del Nista di fusione con Gaia (che ha i suoi bei guai, ma ha anche l’acqua, a differenza di Asa), è ufficialmente sul tavolo. Ma Del Nista proponeva di fondere subito, così come sono, le due società, in modo da abbassare anche la quota privata in Asa. «Ma un conto è costruire una casa dal tetto, un altro è farlo dalle fondamenta, un conto è andare ad Amsterdam a farsi le canne, un altro è andarci a fare i turisti», controbatte Del Dotto: «Questa non è un’operazione di fusione a freddo, ma di costruzione di una strategia comune» che funzionerà se «livornesi e versiliesi ne ricaveranno un po’ di qualità in più». «Questo – conclude Nogarin – è stato un primo incontro, ne riparleremo presto, seguiranno anche incontri con le rispettive società».

Juna Goti

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Sicurezza

Il questore di Prato chiude una discoteca per 30 giorni dopo una lite

di Redazione Prato