Sicurezza
Gheri Cancogni in rampa di lancio
Il musicista versiliese in tour per il nuovo cd: «Grazie a Zucchero e a Cristiano De Andrè»
FORTE DEI MARMI. È cieca e aiuta gli audaci, la fortuna. Ma i presupposti per un avvenire migliore vanno creati, non solo pensati. La musica nel cuore, un idolo - Bruce Springsteen - che non è solo un idolo, ma un modello da seguire (artisticamente parlando), studiandolo in ogni sua sfumatura e un soprannome "Gheri" spontaneamente e genuinamente italiano, come le parole che sono il motore delle sue canzoni. Gheri Cancogni adesso è un musicista in rampa di lancio, con una band nuova di zecca e un tour in giro per l'Italia, «e in futuro anche all'estero, stiamo chiudendo diversi accordi», per promuovere l'album che si intitola “Generazione zero”.
Questo il presente. Che non si sarebbe mai potuto realizzare, se anni addietro Gabriele Cancogni (nato a Pietrasanta nel gennaio 1981) non avesse intrapreso un percorso che lo ha portato a suonare in principio piano e batteria e successivamente alla chitarra acustica e soprattutto alla scrittura. «Sin da ragazzo avevo un desiderio: trasmettere ciò che avevo dentro attraverso le mie canzoni. Sono un artista che ama comunicare le sue sensazioni». Un’esigenza interiore di libertà espressiva che lo porta a lasciare l'Italia. New York (dove conosce il musicista Paul Moran), Dublino. Poi il viaggio in Colorado, sempre negli Usa: qui si avvicina al southern rock. Tappe iniziali di una crescita che si fa esponenziale quando Gheri comincia a collaborare con Zucchero. «Gli mandai un brano che avevo composto - racconta - e grazie a quello mi ha scelto per collaborare alla realizzazione dell'album "Fly". Siamo stati per diversi giorni a Pontremoli a lavorare incessantemente, spesso dalle 10 del mattino alle 4 di notte. Qualche momento di crisi l'ho attraversato, non tanto mentale quanto fisica. I ritmi erano frenetici».
Album che poi fu inciso nello studio di Bolgheri, così come "Chocaback", segno che Fornaciari nutriva una stima professionale enorme per Cancogni. Che intanto era entrato nell'agenzia di management di Michele Torpedine. «Grazie a lui ho avuto l'opportunità di collaborare con tanti artisti prestigiosi, ma io non mi sentivo ancora realizzato».
La svolta, sei anni fa. Cristiano De Andrè si esibisce alla Versiliana, accompagnato dal produttore Luciano Luisi. Tra i due scatta la scintilla musicale: «Abbiamo capito che c'era affinità, ci siamo abbracciati dopo aver parlato» dice Cancogni. Che si dividerà tra la Versilia e Milano per sviluppare la partnership con Luisi, legato artisticamente pure a Ligabue. Gheri ha la possibilità di essere protagonista della sua musica, dopo tanta gavetta. E non poteva che essere al settimo cielo lo scorso 30 agosto, quando alla Versiliana si è esibito presentando i suoi inediti. «Un successo strepitoso, non mi aspettavo un pubblico così numeroso». La band è formata da Cancogni (chitarra e voce), Luisi (chitarra e tastiere), Davide Pezzin (basso), Davide De Vito (batterie) e Osvaldo Di Dio (chitarra acustica). (gab.no.)
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