Il Tirreno

Versilia

il futuro

Ecco chi è interessato a comprare o gestire

VIAREGGIO. Era il maggio scorso – ma sembra un secolo fa - quando il commissario prefettizio ebbe tra le mani le manifestazioni di interesse alla gestione e/o acquisto del Centro Congressi raccolte,...

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VIAREGGIO. Era il maggio scorso – ma sembra un secolo fa - quando il commissario prefettizio ebbe tra le mani le manifestazioni di interesse alla gestione e/o acquisto del Centro Congressi raccolte, su mandato dell’amministrazione commissariale del Comune, dall’allora liquidatore della società “Viareggio Versilia Congressi”, Riccardo Cima. Si erano fatti avanti: sei strutture ricettive (Hotel Principe di Piemonte Spa, Hotel Mondial HP Srl, Hotel Marchionni Srl, Una Hotel Cusani Srl, ristorante “il Principino Snc”, “la Costa Eventi Srl”, la londinese Merlin, la svizzera “KTConsulting” (impegnata in trattative in Versilia per conto di investitori dell’est europa), uno studio professionale di Prato cliente del bagno (che avrebbe soggetti dell’Est Asiatico interessati e che hanno già fatto investimenti in Versilia). Ed ancora: la Goodlink che gestisce il Festival della salute (forte di contatti avuti con l’Ente Fiera di Rimini con interessamento anche dell’hotel Principe di Piemonte), un professionista di Lucca con una manifestazione di interesse per conto di imprenditori della Piana di Lucca e della Media Valle, Queen Water e Winner Projecrt, entrambe operanti nel settore della formazione professionale, Angelo Martini Gianfranco, imprenditore vicentino nel settore delle sabbie industriali (solo acquisto) già comproprietario della Costa dei barbari a Viareggio, un gruppo di clienti dello stabilimento balneare tra i quali Maldini, interessati alla sola gestione.

A fronte dell’interesse espresso, il coro unanime è stato quello delle domande sulle condizioni di vendita/cessioni possibili. Sulla struttura incombono, infatti, alcune incognite: la direttiva Bolkestein, vincoli imposti dalla Belle arti, vincoli di destinazione dell’immobile. Che ha un bisogno estremo di manutenzione straordinaria con costi importanti e la necessità che sia definito un percorso giuridico urbanistico edilizio per avere in tempi rapidi tutte le autorizzazioni necessarie. Magari anche per quegli appartamenti al primo piano che vengono valutati – se fosse la possibile realizzarli – il vero aspetto appetibile dell’intera operazione. (d.f.)

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