Sicurezza
Si lega alla carrozzina per affogare
Disabile si toglie la vita gettandosi in mare da un pontile della Madonnina
VIAREGGIO. L’ultima sigaretta chiesta ad un pescatore, poi il tuffo. È stato un attimo, ma è bastato a un uomo di mezza età, versiliese, per togliersi la vita gettandosi in mare dal pontile numero quattro dell’approdo della Madonnina gestito dalla Viareggio Porto. Quando ormai si era fatta notte. È accaduto quando mancava poco alla mezzanotte di domenica e la vicenda è ancor più drammatica per le modalità del suicidio: l’uomo, infatti, era disabile e costretto da tempo sulla sedia a rotelle. Ed è proprio con il mezzo che era le sue gambe che si è buttato in acqua, dopo essersi assicurato vita, mani e piedi per essere sicuro di non avere alcuna possibilità di sopravvivere.
In molti avevano notato la presenza del disabile sul pontile numero quattro, lo stesso dal quale alla fine dell’anno scorso si era tolta la vita una giovane donna. L'uomo è stato a lungo sul pontile dove ha fumato molte sigarette prima di mettere in pratica il gesto premeditato al punto da lasciare una lettera - oggi nelle mani della Capitaneria di Porto - a conferma del proposito di togliersi la vita.
Sul posto, per il recupero del corpo, i vigili del fuoco con i sommozzatori, la polizia di Stato, la Capitaneria (competente sul caso), il servizio funebre della Croce Verde.
Una vicenda tragica che ripropone la questione sicurezza dell’approdo che rimane scoperto dalle 20 alle 24 quando prendono servizio gli uomini della società di vigilanza con la quale la Viareggio Porto ha un contratto. I pontili sono chiusi da cancelli che, però, non hanno il collegamento con la corrente e dunque di fatto sono apribili da chiunque. Come denunciato da Eduardo Falzone, il liquidatore che il commissario Romeo nominò (gli è poi succeduto Matteoli) negli esposti firmati ed inviata alla Procura della Repubblica. (d.f.)
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