Il dolore
Pasquinucci lascia i banchi della maggioranza
Viareggio: il consigliere della lista civica per Del Ghingaro fonda il gruppo misto Commissione urbanistica senza numero legale e la delibera non passa
VIAREGGIO. Stefano Pasquinucci, consigliere comunale della lista civica per Del Ghingaro sindaco, lascia il gruppo consiliare presieduto da David Zappelli e costituisce il gruppo misto. Questa la scelta che Pasquinucci, già presidente della Fondazione Carnevale con l’amministrazione Betti, ha messo nero su bianco ieri. Dopo aver informato il sindaco con una e-mail del primo settembre alla quale il primo cittadino non ha mai risposto.
Una decisione, quella di Pasquinucci, che arriva alla vigilia dell’assemblea di Sea ambiente per la nomina del presidente, indicato dal sindaco in Fabrizio Miracolo - così si è espresso Del Ghingaro in riunione di maggioranza - dopo che nella rosa di nomi messa insieme, l’avvocato legato alla presidente del consiglio comunale, era risultato essere l’unico ad avere accettato. Se la presidenza venisse confermata oggi, si sa già che sarebbe motivo di più di un mal di pancia nei sostenitori, anche più stretti, del sindaco e della sua amministrazione.
Ma non è questa l’unica vicenda “calda” da qui ad una manciata di giorni per l’amministrazione. Per lunedì 14, infatti, è fissato il consiglio comunale che - come ha spiegato Giuseppe De Stefano, capogruppo lista “Viareggio democratica” nel corso della Conferenza capigruppo - avrà per tema «come si recuperano i beni dal fallimento della Viareggio Patrimonio».
Passaggio che lo stesso liquidatore della società in house ritiene impossibile nella relazione consegnata al sindaco. Impossibile ai sensi della normativa fallimentare, per più di un aspetto. Terreno così scivoloso che lo stesso De Stefano aggiunge: «Sono decisioni che ci espongono a rispondere di persona a chi possa sentirsi danneggiato». E nello specifico i tanti creditori della Patrimonio che si sono già organizzati con pignoramenti (la piscina comunale) e accensione di ipoteche (sul patrimonio per l’emergenza abitativa).
Poco dopo, per mano dello stesso De Stefano, la commissione urbanistica del consiglio comunale non ha avuto il numero legale per approvare la delibera che fissa «i criteri per l’istruttoria e la valutazione della sussistenza o meno dell’interesse pubblico al ripristino della legalità urbanistica violata, mediante la rimessa in pristino degli abusi edilizi aventi le caratteristiche descritte agli articoli 207 e 208 della legge regionale 65/2014».
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