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Ma Ucina va all’attacco di Nautica Italiana: non conta

Ma Ucina va all’attacco di Nautica Italiana: non conta

GENOVA. «Negli ultimi anni ho trascorso lunghi periodi all’estero e mi sono resa conto di quanto sia perico losa e quindi intollerabile una caratteristica tipica- mente italiana: l’attitudine all’auto...

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GENOVA. «Negli ultimi anni ho trascorso lunghi periodi all’estero e mi sono resa conto di quanto sia perico losa e quindi intollerabile una caratteristica tipica- mente italiana: l’attitudine all’autodenigrazione, alla critica distruttiva, alla lamentela immedica- bile».

Così inizia la lettera che Carla Demaria, presidente di Ucina, ha inviato ieri a tutti gli associati per spiegare la posizione dell’associazione rispetto alla neonata Nautica Italiana.

«Anche il nostro settore – continua – non sfugge a tanta attenzione e dunque non c’è da sorprendersi se c’è chi sostiene che «Ucina è ridotta a brandelli, non fa nulla per la nautica, non ha peso internazionale» e il Salone di Genova «non ha ragione di esistere, non ci va più nessuno perché ci sono Cannes e Montecarlo». Non mi sorprendo, ma mi arrabbio perché né l’una né l’altra affermazione sono veritiere. A parte il fatto che spesso a parlare e scrivere è qualcuno che non ha un mestiere e quindi prova a denigrare quello altrui, provo asettica- mente a informare: “i brandelli” di Ucina all’assemblea di Milano del 5 giugno (con una partecipazione record) hanno presentato ai soci la lista dei traguardi ottenuti in sole otto settimane dall’assemblea che ha portato alla mia elezione a partire da: 1) la pro fonda modifica dello Statuto dell’associazione, che ha ottenuto parere di piena conformità e complimenti da parte di Confindustria - Ucina è la prima associazione di categoria Confindustria ad aver recepito le linee guida della riforma Pesenti, obbligatorie dal 2016; 2) conferma del contributo Mise (Ministero dello sviluppo economico) per il Salone di Genova 2015, reinserito nelle fiere di eccellenza del made in Italy; 3) approvazione da parte del Senato e delle commissioni par- lamentari della legge delega per la riforma del codice della nautica; 4) attivazione di tavolo con l’Agenzia delle entrate e Assilea per la prestazione di garanzie reali collaterali nei contratti di leasing; 5) estensione del Bollino Blu per evitare il molti plicarsi dei controlli in mare, anche ai laghi maggiori e alle imbarcazioni».

Infine De Maria accusa nautica Italiana di non avere strategie. Ma soprattutto di barare anche sul peso effettivo del fatturato che le aziende uscite da Ucina hanno.

Ed infine difende a spada tratta il Salone di Genova, ricordando che è il più visitato del Mediterraneo.

Soprattutto conferma che fra Ucina e Nautica Italiana è difficile immaginare un minimo di tregua. Tacoli, presidente della nuova associazione, ricorda Demaria, voleva diventare presidente di Ucina ma ha raccolto pochi voti...

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