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Versilia

Ciulla contro l’iconoclastia moderna

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Ciulla contro l’iconoclastia moderna

Dopo l’Expo di Milano, le opere dell’artista siciliano in mostra in una nuova galleria in piazza Crispi a Pietrasanta

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di ADOLFO LIPPI

Al circolo del Fico a Pietrasanta Gerolamo Ciulla difende l’antico contro gli iconoclasti moderni.

Vi è nell’arte, spesso, un ritorno all’antico. Gerolamo Ciulla, scultore siciliano da anni protagonista a Pietrasanta, è uno scavatore, un archeologo, un ricercatore di miti. In questa nuova mostra alla galleria Giovanni Bonelli in piazzetta Crispi a Pietrasanta, un luogo assai ricercato tra vecchio garage e loft, con un gran fico che getta ombra nel cortile, egli, scopertamente, battaglia contro gli iconoclasti islamici che rovinano Palmira e propone tutta una serie di teste, corpi, colonne, deità graffiate e scolpite che rappresentano l’eternità della bellezza, l’armonia del classico quando, già a parere degli antichi filosofi, bello voleva anche dire buono, insomma forma e pensiero convivevano nella medesima cosa (uomo, oggetti, natura).

Ciulla nasce a Caltanisetta e dal 1987 inizia una collaborazione con la galleria Forni di Bologna che lo conduce a mostre in ognidove in Italia, a Londra, in Egitto, in Kenia, infine alla Biennale di Venezia. Negli ultimi anni da segnalare anche una personale a Parigi. Bellissime e struggenti le sue apparizioni nel Circuito del Mito nella sua nativa regione dalla quale ha tratto il rispetto, direi l’amore, per la classicità, per le steli, le teste di Demetra, i colonnati, i reperti.Da Bonelli, Gerolamo Ciulla ha collocato molte opere. Le ha messe nel loft le ha messe nel cortile. Le ha messe anche in scavi celebrativi dentro uno stanzone che pare, è, un cantiere a cielo aperto dove tra calcinacci e sabbia affiora uno sontuosa figura di madre terra.

Insomma una mostra itinerario dentro un mestiere che per lunghissimi anni ha reso Ciulla fedele alle immagini che il passato ci propone ora visitando musei o siti archeologici.

E’ raro, oggi, nel contemporaneo, vedere le tracce degli autori greci; in genere sono i segni della città, grattacieli e autostrade, a catturare l’occhio degli artisti. Però a cominciare dagli scavi di Pompei a metà Ottocento i romantici tedeschi, francesi, inglesi, si lasciarono conquistare dai busti, dagli efebi in marmo, dalle capre dipinte, dagli idili panici, dall’esattezza del tempio.

E da qui viene l’ispirazione per Ciulla ma anche di Mitoraj ma anche di Ivan Theimer, come sempre rimase “greco” quel magnifico metafisico che fu Giorgio De Chirico.

Ciulla, a differenza di Mitoraj che è monumentale e gigantesco, crea una classicità minima, misteriosa, anche ironica, con visioni, specie nelle sinopie, di lepri e pecore umanissime, mondo contadino, mondi di grani ed ulivi, mondo di flauti e assolati spazi naturali dove dominano l’oro, il bianco, l’azzurro del cielo all’infinito, mondo di deità pagane legate ai coltivi, alle stagioni, ai raccolti, sistemate in stele votive semplici, leggere, povere di segni ma ricche di significati religiosi.

Come gli obelischi. Nel cortile della galleria appare poi un gigantesco coccodrillo, un divertimento in bronzo di Ciulla, che si riferisce non tanto alla Sicilia, semmai all’Egitto, altra patria di barche e papiri, di civiltà sepolte e immemorabili alfabeti.

Ma è Demetra, la sua v. este plissettata, il suo sguardo magnetico e spettrale, la postura del corpo composta e regale, ad essere l’attrice principale di questa drammaturgia scolpita, dove Ciulla più che far apparire eroi omerici, dà vita a soggetti marginali, quieti, come se la classicità fosse stata una lunga rovente estate di raccolti, estate di paci, di idillio, di poesia dolce, frenata, mai dionisiaca, mai bacchica. E fu in queste stagioni che lavorò Dedalo, costruttore di templi, al quale Ciulla dedica questa mostra.

Dedalo, uomo alato, ingegnere ed inventore, era un uomo di studi, di calcoli, che scrutava nubi e venti e maree, e sfidava gli dei sulle leggi della possibilità. Fu lui a volare per primo con ali di cera, ricopiando il volo degli uccelli, degli angeli.

Fu lui ad edificare quei sontuosi colonnati che oggidì a Palmira gli estremisti iconoclasti distruggono con la dinamite uccidendo riferimenti, valori, anche donne e bambini.

La mostra di Girolamo Ciulla al Circolo del Fico, in piazza Crispi a Pietrasanta, durerà fino a metà settembre.

In attesa che si concretizzi il grande progetto di una fontana con Demetra da realizzarsi alla fine di piazza Statuto. La città lo vuole, l’artista è pronto, si aspetta il Municipio.

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