Sicurezza
Ruba un’antica madonnina: arrestato
Massarosa: l’uomo aveva preso una statuetta di marmo che da 70 anni occupa una nicchia sul monte Pitoro. I carabinieri sono stati chiamati da un amico ignaro di tutto
MASSAROSA. Aveva rubato una madonnina che da 70 anni occupa una nicchia sul monte Pitoro: un’antica statuetta di marmo di un certo valore economico, oltre che religioso. Ma i carabinieri, che erano stati chiamati da un amico del ladro - ignaro di tutto e preoccupato perché non lo aveva più visto - lo hanno rintracciato e arrestato.
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Protagonista di questa storia, che ricorda molto la vicenda della lingua di Sant’Antonio - mitico furto sacrilego avvenuto a Padova e raccontato in un film di Carlo Mazzacurati - è un camaiorese, Fabrizio Bertola. A cui è stato contestato il reato di furto aggravato, ma con l’unica misura cautelare dell’obbligo di firma.
L’episodio è avvenuto venerdì 4. Secondo quanto raccontato dall’amico di Bertola ai militari, i due si erano incontrati alcuni giorni prima come di consueto. L’amico ha chiamato i carabinieri perché, non trovandolo più e non sapendo che fine avesse fatto, era preoccupato: temeva gli fosse successo qualcosa.
Fatto sta che i carabinieri si sono messi alla ricerca dell’uomo. E lo hanno trovato proprio nel pomeriggio di venerdì, mentre pedalava sul monte Pitoro con un borsone.
I militari, a quel punto, lo hanno fermato. E hanno capito che c’era qualcosa di strano. All’interno del borsone, in effetti, c’era una madonnina di marmo.
La statuetta, alta circa 50 centimetri e con un libro di preghiere che le sormonta la testa, era stata rubata pochi minuti prima da una nicchia sul monte Pitoro, che si trova dopo un tornante. L’oggetto, secondo quanto si è potuto apprendere, ha un certo valore, per quanto non è stato possibile quantificarlo. Questo il motivo per cui l’uomo deve aver pensato che fosse opportuno prenderla.
L’uomo - che in questa vicenda è assistito dagli avvocati Gabriele Parrini e Emanuele Pardini - è stato arrestato e portato in caserma. Sabato 5, durante l’udienza di convalida dell’arresto, si è avvalso della facoltà di non rispondere. L’arresto è stato convalidato, ma il giudice ha deciso per l’obbligo di firma come misura cautelare.
Non è certo il primo furto sacrilego che avviene in Versilia. Negli ultimi tempi i carabinieri sono riusciti a bloccare una serie di raid alla chiesa di Sant’Ermete di Forte dei Marmi, con i ladri che avevano preso di mira le elemosine. Ancora prima era stata sgominata una banda che rubava calici e oggetti sacri sempre dalle chiese di Forte dei Marmi. Da tutte queste storie emergono personaggi che rubano più per disperazione che non veri criminali. Come i protagonisti, appunto, della vicenda della lingua del Santo. Per cui si racconta sia intervenuto addirittura il boss veneto Felice Maniero.
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