Sea Risorse non paga niente per l’impianto alla Migliarina
VIAREGGIO. La Viareggio Patrimomio «dispone di reti del Servizio idrico territoriale proprie: acquedotto industriale, depuratore linea fanghi, rete di sottoservizi, impianto linea fanghi». È la...
VIAREGGIO. La Viareggio Patrimomio «dispone di reti del Servizio idrico territoriale proprie: acquedotto industriale, depuratore linea fanghi, rete di sottoservizi, impianto linea fanghi». È la relazione del liquidatore Marco Marchi, il quale sottolinea come tutto ciò ingeneri «costi ed uscite finanziarie che a causa di un accordo di programma del 2007 non sono più riconosciuti dall'Ato/Ait». Deficit, insomma, che la società ha aggravato di suo: «Circa la linea fanghi del depuratore - continua la relazione messa sul tavolo del sindaco Del Ghingaro - l'utilizzo è affidato a Sea Risorse in forza di una joint venture che in considerazione del drammatico stato finanziario cui versa la società è opportuno sia sciolta anche a causa del fallimento del partner Sea Progetti Srl». E - ciliegina sulla torta - «in sostanza la società (Viareggio Patrimonio, ndr) è proprietaria di un bene che sembrerebbe concesso in uso a terzi senza il pagamento di alcun corrispettivo».
Tradotto: Sea Risorse che nell’impianto della Viareggio Patrimonio vuole realizzare il codigestore per trattate 15.000 tonnellate l’anno di rifiuto “umido” non spende un euro per l’utilizzo dell’area del depuratore ai fini di un’attività industriale dalla quale ha un’entrata. Il sogno di ogni imprenditore...
Il depuratore. Da Sea Acque alla Viareggio Patrimonio che ne è la prosecuzione, passando per il ministero dell’ambiente che nel marzo 2011 «ha inoltrato all'Ato formale richiesta di informazioni ed evidenziato una criticità in merito all'erogazione del contributo spettante residuo»: il progetto di adeguamento del depuratore resta uno dei misteri in salsa viareggina. Mistero che avrebbero potuto chiarire i carabinieri del Nucleo investigativo di Lucca se il gip non avesse fermato la prosecuzione delle indagini avviate su un lungo elenco di questioni - oggetto di una prima acquisizione di elementi sui quali lavorare - comprese la “partita” degli incentivi alla depurazione. Nel 2011 la Patrimonio ha tra le mani «il progetto elaborato dall'ufficio lavori pubblici del Comune, appena consegnato alla Provincia per la valutazione». Il quadro economico complessivo ammonta a sei milioni e 73.335, 20 euro se ne vanno in quella che i carabinieri definiscono una «progettazione solo di tipo sommario». Denaro «riscosso da Riccardo Raffaelli per un’opera a tutt’oggi inesistente». Come ricorda anche la relazione dell’ispettore del Mef. Qualcuno sa dire a che punto è arrivato l’intervento che colleziona finanziamenti fin dal 2001? (d.f.)
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