Sicurezza
La proposta: l’illuminazione passi a Mover
La città rischia di restare al buio. Marchi: non è possibile continuare a garantire il servizio
VIAREGGIO. Che fare delle attività gestite dalla Viareggio Patrimonio che va al fallimento? Il liquidatore Marco Marchi ha presentato le sue proposte nella relazione indirizzata al sindaco Del Ghingaro. Illuminazione, impianti sportivi, gestione del patrimonio destinato all'emergenza abitativa, il futuro del Centro Congressi, la riscossione dei tributi: una giostra che la procedura fallimentare rischia di fermare con una brusca frenata. Ed allora, ecco gli scenari che Marchi profila. Sul fronte della pubblica illuminazione, in bilancio sono iscritti beni per un valore storico di 12.475.897 euro ed un fondo ammortamento di 4.196.835 il cui netto è di 8.279.982,37. I debiti verso i fornitori ammontano a 1.750.000 euro. Il servizio è gestito attraverso il settore produttivo impiegando 12 dipendenti. «I costi per consumi delle utenze radicate sul territorio comunale - scrive Marchi - sono tutti a carico della società e sia nell'esercizio scorso che in quello corrente la Patrimonio è stata raggiunta da diffide di pagamento a causa del mancato pagamento delle fatture ricevute». Se i debiti non saranno saldati «le erogazioni di energia saranno interrotte». Inoltre, «il servizio già da oltre un anno ha interrotto la manutenzione ordinaria e straordinaria per la cui effettuazione sono necessari materiali. Il settore è stato interessato anche da un considerevole taglio dei costi e molte attività sono state sospese». La proposta del liquidatore è doppia: la rete passi al Comune, «retrocedendo il contratto con Enel Sole», mentre il servizio di gestione «in attesa di effettuare una gara potrebbe essere affidato alla Mover».
Per la gestione delle case dell'emergenza abitativa il quadro tracciato da Marchi è il seguente: risulta iscritto in bilancio un valore storico di 14.668.753 euro. Alcune abitazioni sono gravate da ipoteca iscritta da una banca fino alla concorrenza di circa 8.500.000 euro. Sono iscritti debiti per mutui conferiti di 793.000 euro, c’è un debito verso banche per 76.000 euro e quota parte del prestito obbligazionario destinato ad investimenti in edilizia abitativa per 810.000 euro. «Il contratto - scrive Marchi - dovrebbe essere risolto prima possibile. In quanto la società non è nelle condizioni di svolgere il servizio adeguatamente, sia per la condizione di liquidazione che per l'organico ridotto destinato allo svolgimento di questa attività». (d.f.)
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