Il Tirreno

Versilia

Acqua: in sette anni aumenterà del 30%

di Valentina Landucci
Acqua: in sette anni aumenterà del 30%

Ma i rincari potrebbero essere anche maggiori per consentire a Gaia, alle prese con una procedura di fallimento, di accedere agli aiuti delle banche

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VIAREGGIO. Da una parte c’è la battaglia di Davide contro Golia: un “comunello” della montagna pistoiese, Cutigliano, da poco più di mille e cinquecento abitanti che potrebbe far fallire un gigante da 260mila utenti in 48 Comuni toscani come Gaia. Dall’altra una situazione finanziaria di estrema gravità che impone al gestore del servizio idrico integrato di rivedere al rialzo le tariffe per acqua e depurazione ai propri utenti. E non si tratta degli annunciati aumenti per il 2015 messi in atto da luglio. Ma di rincari costanti nel tempo pari come minimo al 5% annuo. Come minimo. Perché a fronte del volume di debiti e di investimenti ai quali Gaia deve far fronte è indispensabile chiedere aiuto alle banche alle quali i sacrifici già chiesti ai cittadini-utenti potrebbero non bastare.

Davide e Golia. Il piccolo Comune di Cutigliano il 29 settembre porterà in tribunale il gigante Gaia dopo aver tentato con decreti ingiuntivi di recuperare i circa 667.776 euro (secondo il piano di rientro di Gaia approvato dall’Autorità idrica Toscana) che la società gli deve. Cifra irrisoria se messa a confronto con gli oltre 75milioni di euro di debiti del gestore nei confronti dei Comuni per i quali assicura i servizi legati all’acqua e alla depurazione. Ma dal punto di vista dei cutiglianesi una cifra esorbitante che mette in seria difficoltà la stabilità dei propri bilanci pubblici. La società è abbastanza tranquilla rispetto alla possibilità di superare anche questa prova giudiziaria. L’alternativa, dalle conseguenze difficilmente immaginabili, sarebbe un fallimento di gestione estremamente complessa.

Sette anni di rincari. Di certo l’udienza alle porte non ha favorito le trattative di Gaia nei confronti delle banche alle quale si è rivolta per assicurare la sostenibilità dei propri conti. Banche che - e questa è l’altra novità - potrebbero comunque chiedere a Gaia di intervenire in maniera più pesante del previsto sulle tasche dei cittadini. E “il previsto” è tutt’altro che una buona notizia per loro. A inizio luglio è infatti arrivato il via libera dall’assemblea dell’Autorità idrica (Ait) con l’astensione dei comuni di Camaiore, Livorno e Viareggio al piano economico e finanziario (Pef) di Gaia. Un piano che ridefinisce i tempi di restituzione ai Comuni del debito accumulato negli anni (75 milioni), conferma un importante piano degli investimenti (408 milioni tra il 2015 e il 2034), e per fare tutto questo mantenendo l’equilibrio economico e finanziario della società prevede «necessari incrementi tariffari - si legge - nell’ordine del 5% più inflazione dal 2016 al 2022». Tra sette anni l’acqua costerà mediamente un terzo in più rispetto a quello che paghiamo oggi. Sempre che questi aumenti siano ritenuti sufficienti dalle banche chiamate a sostenere Gaia disponibile, come confermato nel piano approvato dall’Ait, a rivedere le proprie scelte per ottenere i necessari finanziamenti dal sistema creditizio.

Tante incertezze e un clima di attesa. Il quadro definito dal Pef è grave e con molte, forse troppe, variabili perché amministratori locali e cittadini possano dormire sonni tranquilli. Quanto approvato a luglio potrebbe, tra poche settimane, richiedere nuove modifiche. Per ora nel merito delle questioni il presidente di Gaia, Nicola Lattanzi, preferisce non intervenire se non confermando il fatto che «la società sta andando avanti rispetto alle questioni aperte in un clima di assoluta trasparenza contabile - dice - Parleremo con i fatti a tempo debito».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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