Sicurezza
Sessantotto milioni ancora da riscuotere
Sul totale dei residui attivi pesano tutte le voci Tia per oltre dodici milioni Mancano incassi importanti dalle case popolari come dai commercianti
VIAREGGIO. Sessantotto milioni (88.158.8789,50) è la mole di “residui attivi”, ovvero le somme che il Comune deve riscuotere (se il tempo trascorso non è troppo) o avrebbe dovuto. Perdendosi invece per strada cifre anche importanti. L’elenco, voce per voce, è stato trasmesso - come impone la legge - all’Organismo straordinario di liquidazione con delibera numero 41 del 21 agosto scorso. Dal dare /avere dell’Ente pubblico inizia la lunga emersione (cinque anni) dal dissesto dichiarato il 2 ottobre dello scorso anno con voto del consiglio comunale (Giunta Betti).
Il sistema-rifiuti, ancora una volta se ve ne fosse bisogno, dimostra di essere un peso insostenibile per la comunità viareggina. Tanto che tra le voci in “avere” ha un peso rilevante il passato della Tia (Tariffa igiene ambientale): dal 2008 al 2013 si parla di 12.580.916. Che non sono pochi. Tra le voci troviamo recuperi 2006 e 2007, agevolazioni e fatturazioni in sospeso per Iva conguaglio 2011 (per differenza tariffa delibera Giunta), interessi, sanzioni. La cifra più rilevante è relativa al 2012: 6165196,68 per “proventi diversi diritti Tia”. Oltre alle Tia, ci sono 1.055.019 di tassa pubblicità dal 2009 al 2013. E diritti di pubbliche affissioni 2010-2013 per 385.615. La Tares 2013 da riscuotere ammonta a 5.046.340,63 euro ; la Cosap (suolo pubblico) da riscuotere dal 2010 al 2013 equivale a 2.918.570. Per la tassa sulla pubblicità dal 2009 al 2013 va recuperato 1.055.019 euro.
C’è poi il nodo - noto da anni - dei canoni non riscossi per gli affitti delle case popolari, somme che il Comune avrebbe dovuto girare ad Erp per il quale opera da agente contabile: 4.619.266. Il dato merita un’analisi, al di là della mera cifra. L’andamento dei mancati pagamenti ha una costante, su cifre di morosità basse tra 2003 e 2006 (11.809 euro), per poi fare un balzo in avanti dal 2007 al 2010 (315.946 euro) e sforare ogni tetto dal 2011 al 2013, che in totale danno 3.608.954.
Sul fronte canoni comunali la situazione è davvero pesante: da quelli del centralissimo mercato di piazza Cavour il Comune deve riscuotere 528.240 euro; da quelli del Mercato dei fiori il credito verso l’Ente è 176.85 (importi da oltre 35.000 euro fino a quasi 5.000); dal Mercato ittico sono 85.569. E si va da canoni e diritti vari (nel 2009, 21374; nel 2010, 21.452) ai mancati pagamenti per le utenze. Famiglie di pescatori molto note risultano morose per cifre che potrebbero essere tranquillamente versate (1.685 euro di diritti). E perfino l’Associazione “Mare Vivo” che per anni ha detenuto il diritto della affollatissima Festa del pesce azzurro deve al Comune, per il 2010, 723 euro. E ci sono negozi della Passeggiata, cantieri navali, ristoranti e locali della Marina (Darsena) e della pineta di Ponente, aziende della telefonia mobile, che sono debitori di somme sostanziose.
Dalla cifre piccole, ma politicamente significative (l’Ente Parco deve 12.613 per l’affitto 2013 della stanza a Villa Borbone e l’Anci 6.329 euro di affitto locali dal primo settembre 2013 al 31 agosto 2014) ad importi più pesanti: i mutui di Gaia e quelli trasferiti alla Viareggio Patrimonio, ma anche il mutuo che la Viareggio Porto non ha rimborsato. Tutte somme che vanno a comporre la maxi cifra del servizio ragioniera: 36.064.314,87 euro.
Alla voce “patrimonio comunale”, la Fondazione Carnevale deve ancora: per i locali a Palazzo delle Muse, l’ adeguamento Istat 2007-2008, l’affitto della Cittadella del Carnevale gennaio/giugno 2013 per 61.975 euro e quello luglio/dicembre 2013 per 62.487 euro. Sul versante multe vanno ancora incassati (vigilanza urbana) 7.005.321,68 euro.
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