Sicurezza
Il Comune mette in mora la Patrimonio
La relazione del liquidatore Marco Marchi: l’Osl non riconosce la compensazione e non ci sono soldi
VIAREGGIO. Arriva all’attenzione di Giacomo Lucente, giudice del Tribunale fallimentare di Lucca, la situazione della Viareggio Patrimonio. In questi giorni è fissato l’incontro richiesto dal liquidatore Marco Marchi, nominato dal sindaco Del Ghingaro. Marchi non è reticente, nella relazione che metterà sul tavolo del magistrato. E così Tribunale (e Procura) si ritroveranno a palleggiarsi tra le mani la patata bollente. Non il fallimento della società in house che pure accende la giurisprudenza in tutta Italia, ma quell’attestazione di «irregolarità» nell’aver trattenuto la Patrimonio le somme riscosse dai cittadini per i tributi da girare all’Ente pubblico. «La situazione di difficoltà finanziaria caratterizzava la società già a partire dall'anno 2012», scrive Marchi: «Quando, in assenza di pagamenti dei crediti vantati dalla società verso l'Ente, gli amministratori decisero autonomamente di ridurre i versamenti verso il Comune per i tributi incassati quale agente della riscossione in attesa di compensare il debito verso il Comune con i propri crediti. Tale situazione, evidentemente irregolare, ha imposto un'attività di accertamento sull'utilizzo delle somme non riversate al Comune che è stata compiuta sia dalla società di revisione che dal Collegio sindacale». Collegio sindacale della patrimonio che ha dovuto concludere una cosa sola: le somme sono state trattenute per mandare avanti il “carrozzone” Patrimonio ed oggi non possono essere restituite al Comune.
Poiché, come si dice, al peggio non c’è mai fine, la questione - posto con forza nel 2014 dal ragioniere capo Salvatore Santoro (oggi a Firenze con lo stesso ruolo) - oggi esplode. Perché - è ancora Marchi a renderlo noto - di fronte alla richiesta avanzata dalla Patrimonio di un credito dal Comune pari a 46.043.603,75 euro, l’Organismo straordinario di liquidazione «al momento ritiene non compensabili i rapporti reciproci di debito/credito. Per cui per un verso è stato notificato avviso di messa in mora per il trasferimento dei tributi incassati, sapendo che la società non ha liquidità dare esecuzione al pagamento, mentre per altro verso la società è certa che il suo credito, in assenza di compensazione, non verrà liquidato se non in parte. Inoltre, anche ipotizzando il riconoscimento della compensazione, tale operazione comporterebbe l'obbligo di versamento di Iva per € 3,8 milioni». Obbligo «che la società non è in grado di assolvere», così come hanno scritto i revisori dei conti della stessa. L'Osl, conclude Marchi, «ha notificato la messa in mora della società chiedendo l'immediato versamento dei tributi incassati con riferimento ai periodi antecedenti al 2013. Tale richiesta non potrà essere soddisfatta stante la situazione di illiquidità della società». (d.f.)
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