Il Tirreno

Versilia

I bagni fanno muro «No al nuovo porto»

di Matteo Tuccini
I bagni fanno muro «No al nuovo porto»

Il presidente dei balneari Monti: pronti a tutto per bloccare il progetto. Compreso far causa a chi lo porterà avanti

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VIAREGGIO. «Siamo pronti a tutto per bloccare il progetto del nuovo porto. Anche a fare causa a chi lo porterà avanti». I balneari tirano su un muro immaginario sul Molo, per evitare il possibile allargamento del porto a nord. È questo l’obiettivo di un piano da quasi cento milioni di euro per la realizzazione di ottanta nuovi posti barca all’inizio della Passeggiata. «Una follia», l’ha definito Graziano Giannessi, titolare del bagno Nettuno, che rischia di essere tra gli stabilimenti balneari ingoiati dal nuovo porto. E Carlo Monti, presidente dell’associazione balneari, se possibile rincara la dose.

La spiaggia mangiata. «L’ampliamento del porto a ponente - spiega Monti - non può trovarci d’accordo per molti motivi. Il primo è che si va a sottrarre spazio alla balneazione turistica, ingoiando due, tre, quattro stabilimenti balneari (si parla di Flora, Dori, Oceano e Nettuno, ndr), quando invece di spiaggia per i turisti ce ne vorrebbe di più. Perché c’è richiesta». Poi, secondo Monti, c’è un problema di impatto ambientale ed economico sulla Passeggiata. «I nuovi posti barca - prosegue Monti - andrebbero a “infestare” la parte sud del nostro salotto buono con attività industriali non compatibili con il resto del lungomare. Questo intervento ha due conseguenze: da un lato si stravolge un tessuto economico e cittadino che si troverebbe a fare i conti con qualcosa di mai visto prima in questa parte della città. Dall’altro lato si creano rischi enormi per l’ambiente e per la spiaggia: qualsiasi variazione dei confini portuali causerebbe un cambiamento delle correnti che portano la sabbia da sud a nord, correnti decisive per il ripascimento della spiaggia da Viareggio a Forte dei Marmi. Ci rendiamo conto di cosa significherebbe questo? Ci ritroveremmo a fare i conti con problemi di erosione su tutto il litorale versiliese. Abbiamo già visto situazioni simili in passato, si pensi alla diga foranea: vogliamo davvero fare il bis? Sfido chiunque a prendersi una responsabilità del genere». Infine, dice Monti, «bisogna chiedersi se fare nuovi posti barca è la risposta giusta per il porto, o se quest’ultimo non potrebbe essere sfruttato meglio già com’è adesso, senza fare stravolgimenti».

Nuovo caso Bolkestein. Per Monti l’operazione del nuovo porto turistico «è una nuova direttiva Bolkestein: gli interessi di grandi gruppi cozzano con l’esistenza di piccole imprese balneari, che con la loro specificità non possono rientrare nel progetto di globalizzazione e industrializzazione del turismo. Però per il progetto del nuovo porto vale quanto stiamo già facendo contro la Bolkestein: daremo battaglia con ogni mezzo. Anche e soprattutto legale. Le stime che abbiamo fatto a campione sui bagni, con importi da uno a tre milioni di euro per il valore, rientrano in questa battaglia. Ai colleghi scettici, comunque, ricordo che sono perizie a scopo solo cautelativo».

@matteotuccini

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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