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Versilia

«Grati per il suo contributo al Paese»

«Grati per il suo contributo al Paese»

«Con Manlio Cancogni, grande giornalista, scrittore e anche docente, perdiamo una figura di spicco, un protagonista del Novecento, che ci ha lasciato una bella eredità. Di romanzi, di saggi, di...

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«Con Manlio Cancogni, grande giornalista, scrittore e anche docente, perdiamo una figura di spicco, un protagonista del Novecento, che ci ha lasciato una bella eredità. Di romanzi, di saggi, di articoli brillanti, di inchieste che hanno fatto epoca». Così il presidente della Regione Toscana Enrico Rossi dopo la scomparsa di Manlio Cancogni nella sua casa di Fiumetto, a novantanove anni appena compiuti.

Tra le tante collaborazioni a giornali e riviste - Cancogni aveva iniziato la sua attività giornalistica a Firenze sulle colonne della Nazione del popolo - ci fu quella con l'Espresso, dove lo aveva chiamato Arrigo Benedetti, che gli affidò l'indagine sulla corruzione nella cosa pubblica e i legami col malaffare nel Comune di Roma nel 1955.

«Colpisce - afferma Rossi - l'attualità di quella inchiesta con un titolo a tutta pagina - “Capitale corrotta = Nazione infetta” - che potrebbe purtroppo adattarsi anche all'oggi. Ripercorrendo le tappe della sua brillante carriera di giornalista e scrittore non possiamo non essergli grati per il contributo e gli stimoli che ha dato al dibattito e allo sviluppo culturale di questo paese. E anche per il suo legame, sempre sottolineato, per la sua Versilia».

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