Italia
Mare a rischio divieti Gaia e Comuni sotto accusa
La delusione delle categorie economiche per gli impegni non mantenuti Petrucci (balneari): «Subito un incontro con il gestore del servizio idrico»
LIDO DI CAMAIORE. C’è la delusione per le promesse non mantenute e la consapevolezza che il pericolo di nuovi divieti di balneazione, per ora scampati anche se la stagione turistica non è ancora chiusa, è dietro l’angolo per colpa della mancata installazione degli impianti di ionizzazione per la disinfezione delle acque dei canali dove, troppo spesso, finiscono anche le fognature. Ma c’è anche la ferma volontà di non mollare la presa sulla partita forse più importante, quella dell’adeguamento del sistema di fognature e depurazione del territorio perché il rischio di inquinare il mare con i liquami ogni volta che in Versilia piogge sia scongiurato per sempre.
È questa, in sintesi, la posizione delle categorie economiche di Lido di Camaiore dopo che è stato ufficializzato l’ennesimo slittamento dei tempi per la realizzazione di quegli impianti - tre tra Lido e Marina di Pietrasanta - che dovrebbero ripulire l’acqua dai batteri. Slittamento dovuto al mancato accordo tra il Comune di Camaiore - capofila nella realizzazione del progetto finanziato dalla Regione - e l’azienda tedesca titolare del brevetto per l’impianto necessario alla Versilia.
«Ci è andata bene che fino ad ora perché non ha piovuto - commenta il presidente dei balneari Luca Petrucci - ma se fosse successo da noi quello che è accaduto nel grossetano ci troveremmo esattamente con gli stessi loro divieti. Per questo occorre, appena conclusa la stagione, tornare a insistere con le amministrazioni locali per avere finalmente gli impianti di ionizzazione previsti. Non solo: vogliamo anche capire a che punto sono i lavori sulle infrastrutture che Gaia si era impegnata a fare. Ed in proposito richiederemo un incontro con i vertici della società di gestione del servizio idrico integrato per ci devono spiegare lo stato dell'arte degli interventi».
Richiesta condivisa e appoggiata dalla presidente lidese degli albergatori, Maria Bracciotti. «Quello che constatiamo che amarezza è che nonostante le promesse e gli impegni che si erano presi Comuni, Gaia e Consorzio di bonifica la situazione è di fatto congelata a prima dell’estate - afferma - Vogliamo delle risposte da Gaia e anche dai nostri assessori».
Le categorie riconoscono poi il buon lavoro fatto da Arpat sul fronte dei controlli anche per il problema delle alghe su Fossa dell’Abate. «Dispiace però rilevare - conclude Petrucci - che ancora una volta è stato necessario intervenire da parte nostra perché gli enti competenti si decidessero a rimuoverle». (v.l.)
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