Sicurezza
Alghe su Fossa dell’Abate nel mirino dell’Arpat
Dai dati del monitoraggio condotto dall’agenzia durante la stagione sono stati rilevati cinque sforamenti della quantità di pollini nell’aria
LIDO DI CAMAIORE. Asma, congiuntivite, e persino intolleranze alimentari. A questo può portare la “pollinosi”, il fenomeno che riguarda anche le alghe in fiore che, coi loro pollini, possono creare problemi all'uomo. Le alghe, sulla Fossa dell'Abate, anche durante questa estate sono state un problema, e in alcune occasioni i turisti se le sono trovate di fronte, come un grande tappeto verde, al confine tra Viareggio e Lido di Camaiore. Ma l’Arpat conferma quanto aveva affermato il sindaco Alessandro Del Dotto ad inizio stagione: «Nessun problema per la salute».
Da giugno a metà agosto solo in 5 casi, in 5 giornate, i pollini nell'aria erano in quantità superiore agli standard “di sicurezza”. Si parla di pollini nell’aria, e non di alghe in acqua: sono infatti i primi che possono causare i pericoli maggiori per la salute dell’uomo, mentre le alghe, al di là del brutto impatto visivo, non creano gravi problemi. L’Arpat mette sotto osservazione in particolare le spore di Altemaria, che hanno particolare interesse allergologico. Se i valori medi superano la soglia minima (ossia se non rientrano tra un valore da 0 a 100) il polline può causare disagi all'uomo, in particolare a chi ha già problemi respiratori (asma, bronchiti). Il primo sforamento Lido di Camaiore lo fa registrare ad inizio stagione, tra il 12 e il 13 giugno con valori tra il 143 e 216 (si parla di spore per metro cubo d’aria). Ma prima e dopo quei due giorni i valori sono nella norma, tra il 9 di martedì 9 giugno e il 55 di domenica 14 giugno. In tutto il restante mese di giugno i valori delle spore nell'aria restano sotto la soglia di pericolo: dati non pervenuti nella settimana tra il 15 e il 21 giugno, dati tra 11 e 35 nella settimana dal 22 al 28 giugno, tra il 14 e il 57 nella settimana tra il 29 giugno e il 5 luglio.
Particolarmente sgombra da spore l'aria che si respirava in prossimità della Fossa dell'Abate nel mese di luglio: i valori si aggirano sempre tra 8 e 18, e solo in un unico caso arriva a 34 (il 7 luglio).
Agosto invece porta qualche criticità. I dati di Arpat sono fermi alla settimana del 16 agosto, ma già da questi si possono vedere valori molto in crescita: tra il 4 e l'8 agosto i valori sono sempre superiori a 44 e toccano quota 73. Ancora peggio la settimana del Ferragosto: 69,7 spore su metro cubo d'aria l’11 agosto, poi i tre giorni critici, 12 agosto (174), 13 agosto (323), 14 agosto (100,8). Se in quei giorni insomma l’asma è peggiorata, o è sorto qualche problema respiratorio o agli occhi, forse un motivo c’è. Si parla di pollini, per cui i dati sono ovviamente influenzati sia dalla condizioni meteo, sia dalla presenza o meno di vento.
Come funzionano i campionamenti dei pollini? Il metodo utilizzato - spiega Arpat sul suo sito - è quello volumetrico, basato sul fatto che il polline, una volta rilasciato dalla pianta, viene diffuso dalle correnti aeree e dai moti convettivi nell’atmosfera. A questo livello viene “catturato” da un apposito apparecchio denominato, appunto, catturatore pollinico: una sorta di grande cilindro cavo, collegato con l'esterno solo da una piccola fessura che viene orientata continuamente a seconda della direzione del vento. Una pompa fa in modo che attraverso la fessura venga aspirato all'interno un volume noto d’aria per 24 ore per 7 giorni. Quest’aria, e tutto ciò che in essa si trova disperso, impatta contro un nastro di materiale plastico trasparente cosparso di un sottile film di fluido al silicone che trattiene le particelle: questo finirà poi in laboratorio.
Arpat ha una rete toscana di monitoraggio aerobiologico costituita da stazioni di campionamento collocate a Firenze, Pistoia e Lido di Camaiore.
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