Il Tirreno

Versilia

Sea alla Regione; fateci espandere l’attività alla Morina

di Donatella Francesconi
Sea alla Regione; fateci espandere l’attività alla Morina

Nel futuro la produzione di cippato per impianti a biomassa La Provincia dà nuove prescrizioni in materia di ambiente

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VIAREGGIO. Produrre materiale (cippato) utilizzabile in impianti a biomassa per la produzione di energia, nella misura di 10.900 tonnellate l'anno: è la richiesta che Sea Risorse ha presentato alla Regione in questi mesi in relazione allo sviluppo dell'impianto di compostaggio della Morina. Dove la lavorazione dei rifiuti - si legge nella documentazione presentata dall'azienda pubblico-privata - attraverso le linee di triturazione, vagliatura e compostaggio attualmente permette di ottenere ammendante compostato verde e legno cippato riutilizzabile in pannellifici. La variante richiesta, precisa l'azienda, «non comporterà la costruzione di nuove opere civili ma necessiterà unicamente della modifica dei macchinari attualmente presenti sull'impianto (trituratore, vaglio) al fine di ottenere la corretta pezzatura che renda il materiale conforme alle norme di settore». Necessaria, invece, sarà «una riorganizzazione degli stoccaggi interni, per permettere l'assoluta separazione tra i flussi in uscita verso i diversi destini».

L'impianto della Morina, più volte oggetto di interventi dell'Arpat in materia di emissioni odorigene ed interessato (tra 2013 e 2014) ai lavori prescritti, tratta scarti i legno e sughero, imballaggi di legno, scarti di legno e sughero ed imballaggi, rifiuti compostabili da coltivazioni agricole, rifiuti compostabili costituiti da segatura, trucioli, frammenti di legno e sughero, rifiuti compostabili costituiti da scarti di legno non impregnato, rifiuti ligneo-cellulosici compostabili derivanti dalla manutenzione del verde ornamentale. Per un totale complessivo di materiale di 44.200 tonnellate l'anno. Nella autorizzazione per la nuova lavorazione Sea Risorse chiede di essere autorizzata a trattare anche «scarti di corteccia di legno provenienti da attività forestale e lavorazione legno vergine assolutamente analoghi al materiale già trattato all'interno dell'impianto». Impianto che vedrà la realizzazione di una nuova area di stoccaggio della biomassa combustibile.

Il sito di compostaggio è stato autorizzato all'attività dalla Provincia di Lucca nel 2010 con la prescrizione - emessa dall'Ente Parco perché la Morina è nel parco naturale - che Sea risorse relazionasse ogni sei mesi sull'attività di trasferimento dell'impianto stesso. Trasferimento mai avvenuto, fino ad oggi. Tanto che nel maggio scorso la Provincia, nel rilasciare l'autorizzazione alle modifiche ed integrazioni all'esercizio dell'attività come da richiesta di Sea Risorse determina: «Viene espresso parere favorevole relativamente all'inserimento nell'atto autorizzativo delle prescrizioni già impartite al momento della diffida» (nota numero 62885 del 25.03.14), prescrizioni delle quali veniva contestato anche il mancato trasloco dell'impianto.

Le nuove prescrizioni. Nel rilasciare il nuovo atto la Provincia determina ulteriori prescrizioni all'impianto e alla sua gestione. A cominciare dalla durata di permanenza dei cumuli per i quali viene imposto di «rispettare tempi massimi di permanenza e stoccaggio di un anno per ogni tipologia di materiale in ingresso e comunque presente nell'impianto stesso (indipendentemente se da trattare, trattati o già trasformati)». Inoltre: «Con lo scopo di rendere maggiormente funzionale la verifica sia da parte del gestore che degli operatori che effettuano i controlli ambientali, dovrà essere prevista e messa in opera una procedura informatica di gestione "tipo magazzino", con sistema di registrazione e attuata anche mediante la tracciatutura del lotto in lavorazione. In caso contrario, scaduto il periodo di un anno, tutti i materiali e/o rifiuti presenti nell'impianto che hanno superato il periodo di permanenza dovranno essere conferiti a smaltimento, senza possibilità alcuna di ulteriore presenza nell'impianto».

Il cattivo odore. La Provincia mette regole ferme anche in materia di precauzioni per evitare il ripetersi del cattivo odore sulla città: «La gestione delle principali fasi di lavorazione, fra cui il rivoltamento dei cumuli, non dovrà essere effettuata in coincidenza di venti sfavorevoli che non permettano una rapida diluizione e dispersione delle emissioni odorigine». Prescrizioni stingenti anche in materia di composizione e trattamento degli stessi cumuli (sia con materiali fini che con materiale intermedio) che dovranno essere «mantenuti in condizioni di buona aerazione», non potranno avere «larghezza superiore a 5 metri», e dovranno essere rivoltati «senza necessità di vagliatura con frequenza massima di 15 giorni». Per quanto riguarda lo stoccaggio del materiale finito «dovrà essere verificata e registrata la temperatura interna del cumulo». La Provincia precisa, inoltre, che «l'attività autorizzata deve essere effettuata in modo da assicurare idonee condizioni igienico-sanitarie e di sicurezza degli addetti e le popolazioni circostanti, nonché la salvaguardia dell'ambiente».

A questo impianto, che da tempo avrebbe dovuto traslocare e che oggi è chiamato a prendere tutte queste precauzioni, la Regione deve decidere di consentire un’espansione di attività».

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