La manifestazione
Cento chili di droga nell’auto: arrestati
Due insospettabili intercettati in autostrada con 300mila euro di hashish. Era destinato alla Versilia e non solo
VIAREGGIO. Viaggiavano tranquilli con cento chili di droga nell’auto. La copertura era proprio il veicolo, una Bmw X3 affidata in conto vendita dalla proprietaria - ignara di tutto - alla concessionaria dove lavorava il guidatore. Ma è bastato poco perché saltasse tutto. Con la polizia stradale che ha fatto scattare le manette ai polsi di due insospettabili. Impedendo che quasi 300.000 euro di hashish arrivassero in Versilia e non solo.
Il blitz. L’operazione è scattata domenica pomeriggio sull’autostrada A12, all’altezza del casello Versilia. Gli agenti intercettano la Bmw con il sistema Scout, che legge le targhe e vede se c’è qualcosa che non va: l’assicurazione non pagata, la revisione non fatta. O magari il veicolo è rubato. In questo caso - hanno poi spiegato gli agenti della Stradale - si tratta della mancanza dell’assicurazione. Il veicolo, che è entrato in autostrada al casello di Andora (Savona) e viaggia in direzione sud, viene fermato: alla guida c’è Domenico Aquilano, 58 anni, nato e residente a Nicotera (Vibo Valentia) ma impiegato in una concessionaria auto di Firenze. Con lui Sandro Guaita, 43 anni, nato a Mantova e residente nel Bolognese. Quando gli agenti contestano la mancanza dell’assicurazione, i due si difendono tirando fuori la targa prova. Si tratta di una targa che viene usata dai concessionari per girare con le auto in vendita - magari per fare una prova con il potenziale acquirente - e che ha tutto in regola: assicurazione, revisione, e così via. Anche in questo caso la targa era in regola, ma durante il viaggio - hanno contestato i poliziotti - non era stata esposta nella parte posteriore della Bmw come prevede la legge. L’auto è di proprietà di una donna, all’oscuro di tutto, che l’aveva affidata in conto vendita alla concessionaria di Firenze in cui è impiegato Aquilano.
La droga nascosta. I poliziotti danno un’occhiata all’auto, notano il nervosismo dei due e si insospettiscono. Decidono di controllare il veicolo. E nel vano posteriore - che in pratica è una bauliera ampliata grazie all’abbassamento dei sedili - scoprono un trolley, un grosso scatolone e una borsa, contenenti dei panetti di vario colore, sigillati con nastro adesivo. Il successivo controllo, con l’aiuto della polizia scientifica del commissariato di Viareggio, conferma i sospetti: si tratta di droga, per la precisione hashish, confezionato in 95 panetti di un chilogrammo o di mezzo chilo l’uno, per un peso complessivo di 92 chili. Questi panetti sono confezionati con della gomma e del nastro adesivo, in modo da camuffarne il più possibile sia l’aspetto che l’odore (che viene confuso anche usando del sapone). In effetti, come conferma la polizia stradale, solo un cane antidroga riesce a sentire l’odore dell’hashish quando viene confezionato in questo modo.
L’arresto. Ai due uomini, accusati di essere i corrieri di una maxi-spedizione, sono stati sequestrati contanti per circa 2000 euro e quattro telefoni cellulari con diverse Sim, oltre all’auto sulla quale viaggiavano. Dopodiché sono stati arrestati e portati in carcere a Lucca. Ora la Stradale indaga sia su chi ha fornito la droga ai due, sia su quale fosse l’esatta destinazione in modo da concludere l’indagine con un colpo all’intera rete di spaccio.
@matteotuccini
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
