Il Tirreno

Versilia

Vuoi comprare un bagno? Ti costerà fino a tre milioni

di Matteo Tuccini
Vuoi comprare un bagno? Ti costerà fino a tre milioni

Gli stabilimenti balneari vanno in tribunale contro la messa all’asta delle spiagge «Se vogliono portarci via le strutture dovranno pagarne il valore di mercato»

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VIAREGGIO. Da uno a tre milioni di euro. Ecco quanto vale ogni stabilimento balneare della Versilia, secondo un calcolo fatto dagli stessi proprietari. Cifre che non si discostano molto dai valori di mercato: basta andare sul web per vedere che per un bagno in Passeggiata si chiedono appunto tre milioni ai potenziali acquirenti. Che, effetto Bolkestein o no, ci sono.

Il ricorso in tribunale. La stima - eseguita su quattro bagni presi a campione tra gli oltre 400 sulla costa - è frutto di un lavoro dei tecnici dell’Università di Pisa Piero Bellandi (titolare del bagno Nuova Italia a Viareggio), Luca Anselmi e Roberto Caparvi. Lo studio è stato allegato al ricorso contro l’articolo 49 del Codice della navigazione, depositato dai balneari al tribunale di Firenze tramite il noto studio legale fiorentino Morbidelli-Righi. E serve per far capire a chiunque voglia acquisire le imprese - tramite la messa all’asta delle spiagge in base alla direttiva Bolkestein - che i concessionari non sono disposti a cedere gratis le strutture. Un timore che arriva dritto dallo stesso articolo 49: quelle poche righe prevedono che le opere presenti su area demaniale, se considerate di difficile rimozione, vengano acquisite dallo Stato senza alcun rimborso o indennizzo per il privato. E si sa che l’Agenzia del Demanio sta lavorando proprio per classificare come “opere non rimovibili” la quasi totalità degli edifici costruiti sulla spiaggia.

Nessuno sconto. Chiaro l’obiettivo dei balneari: dare battaglia in ogni modo sulla vicenda aste, ma soprattutto evitare di essere cacciati fuori dalle spiagge a costo zero. «Lo Stato deve capire - spiega Carlo Monti, presidente dei balneari di Viareggio - che il terreno, cioè la spiaggia, è suo, ma quello che c’è sopra è un’azienda privata». Con questo ricorso, tra l’altro, i bagni iniziano quella battaglia legale che avevano sempre minacciato in caso di applicazione della Bolkestein, con il via alle gare a evidenza pubblica per l’assegnazione delle spiagge.

Il rischio aste. Ma davvero, come si ipotizza, l’anno prossimo potrebbe scattare la riassegnazione delle spiagge versiliesi? Lo scenario è possibile: se la Corte di giustizia europea boccia la proroga delle concessioni al 2020, la scadenza di queste ultime torna al 31 dicembre 2015. E quindi dalla prossima estate i balneari potrebbero lasciare gli stabilimenti. «Ma è un’ipotesi per me impossibile, non c’è il tempo materiale per fare le aste», afferma Carlo Monti. Meno ottimista Piero Bellandi. «Bisogna aspettarsi di tutto, compreso il peggio. Detto questo, sarà il caos. Anche perché noi faremo valere ogni nostro diritto».

@matteotuccini

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