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Rischio aste nel 2016 Ma il Governo pensa a un piano B

Rischio aste nel 2016 Ma il Governo pensa a un piano B

VIAREGGIO. Il rischio che le spiagge vadano all’asta l’anno prossimo c’è. La Corte di giustizia Ue, come scriviamo a fianco, potrebbe bocciare la proroga al 2020 delle concessioni demaniali. Mettendo,...

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VIAREGGIO. Il rischio che le spiagge vadano all’asta l’anno prossimo c’è. La Corte di giustizia Ue, come scriviamo a fianco, potrebbe bocciare la proroga al 2020 delle concessioni demaniali. Mettendo, dunque, con le spalle al muro il nostro Paese. Che si ritroverebbe con 30.000 concessioni di spiagge (oltre 400 nella sola Versilia) da riassegnare.

Ma a Roma si cerca di non farsi trovare impreparati. Il Governo sta pensando a un piano B: se la Corte Ue cancellasse la proroga, si potrebbe emettere un decreto legge con cui stabilire una mini-proroga, magari di due anni, per organizzarsi e dare il via alle gare nel 2017.

Nei giorni scorsi il sottosegretario agli Affari Europei Sandro Gozi ha ricevuto, a Palazzo Chigi, una delegazione dei presidenti delle principali organizzazioni di categoria del comparto balneare (Sib-Fipe-Confcommercio, Fiba-Confesercenti, Assobalneari-Confindustria e Oasi-Confartigianato), per fare il punto della situazione in merito al futuro delle imprese balneari italiane.

Nel corso dei lavori è stata rilevato - a particolarmente apprezzato - la ribadita e ferma volontà del Governo di fare tutto quanto necessario al fine di salvaguardare le imprese esistenti riconoscendone il ruolo fondamentale nel turismo italiano.

Lo stesso Governo, poi, ha confermato di voler proseguire con determinazione presso la Corte di Giustizia europea, attraverso l’Avvocatura dello Stato, la difesa delle leggi di proroga così da rafforzare nei confronti della Commissione europea il cosiddetto “doppio binario”, nel rispetto dei principi generali di tutela della concorrenza e delle imprese esistenti, garantita dal loro diritto di proprietà aziendale. Il sottosegretario ha richiesto alle organizzazioni di categoria una collaborazione finalizzata alla raccolta di documentazione - che confermi la rilevanza e la consistenza delle aziende balneari italiane - così da poter rafforzare ulteriormente l'azione presso la Corte di Giustizia e la Commissione Europea.

I ritardi nell’emanazione della nuova disciplina sono dovuti, oltre alla posizione “attendista” della Commissione, alla mancanza di alcuni interlocutori istituzionali.

Durante la discussione si è, inoltre ribadita l'inutilità e l’inopportunità di iniziative singole, che, soprattutto a livello comunitario, rischiano di creare confusione ed equivoci. Il sottosegretario, viceversa, ha apprezzato il comportamento delle organizzazioni sindacali presenti all’incontro odierno per la loro unità di intenti e la chiarezza delle posizioni.

Il sottosegretario Gozi ha concluso l'incontro affermando: «Oggi non c'è una sola ragione per cui il Governo non debba tutelare il settore balneare italiano e le imprese che lo costituiscono».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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