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Versilia

Ma a Forte è già rivolta sul nuovo porto a Carrara

Ma a Forte è già rivolta sul nuovo porto a Carrara

Paolo Corchia (presidente degli hotel) e i Paladini apuo-versiliesi aprono il fronte contro il progetto di ampliamento a Marina: grandi rischi per l’erosione

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FORTE. Un invito alla mobilitazione contro l’ampliamento annunciato del Porto di Marina di Carrara da parte del consiglio comunale di Forte dei Marmi è stato sottoscritto ieri dagli albergatori cittadini e dal Paladini apuoversiliesi che intendono sollecitare così il sindaco di Forte dei Marmi, Umberto Buratti, e l’amministrazione cittadina a estendere alla Versilia il dibattito in corso nella zona apuana. Com’è noto, il Piano, prevede un nuovo ponte alla foce del Carrione (a immediato ridosso dell'attuale) e il prolungamento in mare del torrente stesso per 900 metri, stretto tra le due banchine del porto commerciale e di quello turistico. «Un’opera questa che suscita preoccupazioni a tanti livelli – ha dichiarato ieri mattina il presidente di Federalberghi Toscana, Paolo Corchia - come abbiamo acclarato iniziando a parlare di questo problema, per il quale anche il sindaco di Massa solleva perplessità, e che riverbera comunque ombre di erosione su tutta la costa apuo-versiliese, ben oltre il Forte dei Marmi. Al Forte – prosegue Corchia - il dibattito politico di queste settimane è stato assorbito da tante questioni rilevanti (Caso Maserati ecc. ecc.) – prosegue Corchia – ma in una località turistica come la nostra non si può rinunciare a discutere anche altri temi molto più importanti e che coinvolgono tutti, come la sicurezza e questo annunciato ampliamento del porto di Marina di Carrara. Una volta c’è andata bene, - ricorda ancora Corchia - quando nel 2003, grazie all’intervento del ministro Matteoli un progetto simile venne poi fatto accantonare, e adesso che tutto si ripropone con piccoli cambiamenti,la Versilia non può e non deve stare alla finestra passivamente, prima che sia troppo tardi».

Sull’argomento, anche a Carrara c’è un acceso dibattito: il gruppo “Waterfront-Dietrofront” su Facebook conta oltre 600 iscritti ed anche Legambiente ha già richiamato l’attenzione su un’opera che finirà per mettere in serio pericolo quelle attività che, già oggi, producono lavoro e ricchezza non solo a Carrara. «Secondo il geologo – spiega Colacicco dei Paladini apuo-versiliesi - si tratta essenzialmente dello stesso progetto bocciato nel 2002, cosa non solo molto discutibile, ma addirittura inammissibile a norma di legge. Il progetto già all’epoca era stato bocciato (poi l’autorità fece ricorso al Tar e il ricorso fu respinto) perché ambientalmente troppo impattante. Di fatto l’opera potrebbe accelerare in misura esponenziale l’erosione della spiaggia già in atto. I paladini quindi sono già all’opera per verificare la possibilità di adire le vie legali su più fronti: un ricorso al Tar e l’avvio di una vertenza per danno temuto (è ovvio che con l’aumento dell’erosione avrebbero un danno sia tutte le attività economiche, che i proprietari di casa). Parallelamente scriveremo una lettera sia al ministro dell’ambiente, che al ministro delle infrastrutture, Del Rio e al presidente della Regione Rossi per invocare immediatamente sul tema waterfront e porto di Carrara un dibattito pubblico».

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