Sicurezza
Caso Franceschi, si torna in aula
Il 21 settembre processo d’appello per il viareggino morto in carcere in Francia
VIAREGGIO. Il caso di Daniele Franceschi - il viareggino morto in carcere in Francia il 25 agosto di cinque anni fa - torna in tribunale.
Dopo la condanna di un medico e di un’infermiera dell’ospedale di Grasse, che erano di turno quella notte nel carcere della cittadina e che sono stati considerati responsabili per la tragedia, il 21 settembre ci sarà la prima udienza del processo d’appello nel tribunale di Aix-en-Provence.
A fare appello contro la condanna di un anno, però, è stata solo l’infermiera Stephanie Colonna: per il medico Jean-Paul Estrade la pena inflitta dal tribunale di Grasse diventa definitiva. Da notare che, a differenza di quello italiano, nel sistema giudiziario francese l’appello può portare a un inasprimento della pena.
Daniele Franceschi morì a Grasse nella notte del 25 agosto 2010. Era finito in carcere per una vicenda di carte clonate: nelle lettere scritte alla famiglia pochi giorni prima aveva scritto più volte di non sentirsi bene, e di essere stato vittima di malori.
La sua scomparsa, derubricata inizialmente come tragedia inevitabile, scatenò un vero e proprio caso internazionale. Con la mamma Cira Antignano che - assistita dagli avvocati Aldo Lasagna e Maria Grazia Menozzi - ha lottato in lungo e in largo perché sulla morte del figlio venisse aperta un’inchiesta.
A questo scopo Mamma Cira si rivolse con una lettera anche alla “premiere dame” francese, Carla Bruni in Sarkozy.
La pressione sulle autorità francesi ha certamente aiutato nell’apertura di un’indagine. Che nell’ottobre del 2014 ha portato alla condanna di due degli imputati finiti sotto accusa per non aver curato a dovere Franceschi.
La giustizia francese, in primo grado, ha dunque riconosciuto che ci fu una responsabilità da parte dei sanitari del carcere sulla scomparsa del trentaseienne viareggino.
Nell’udienza del 21 la famiglia di Franceschi presenterà una nuova domanda di restituzione degli organi, che la madre di Daniele non ha ancora riottenuto dalla Francia.
Per quanto riguarda il risarcimento dei danni, il tribunale di Grasse ha indicato che venga deciso in un procedimento civile. L’udienza è stata fissata - dopo alcuni rinvii - al 7 dicembre prossimo. Ma non è escluso che l’ospedale di Grasse e la famiglia possano arrivare a un accordo prima che si pronuncino i giudici. (m.t.)
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