Bufera sul vicesindaco per il volantino anti-immigrati
Pietrasanta: Mazzoni lo ha condiviso sul suo profilo Facebook. "Non sono razzista, chi vuole gli stranieri li ospiti a casa sua"
PIETRASANTA. “Adotta l’immigrato” è il sunto di un volantino, anonimo, intriso di provocazioni e sberleffi, che da qualche giorno passa di mano in mano a Marina di Pietrasanta. Il fatto è che quello stesso volantino è stato condiviso, sul proprio profilo facebook, dal vicesindaco Daniele Mazzoni: e intorno al numero due di palazzo si è immediatamente innescata, nella giornata di ieri, una vera propria bufera. Politica e non.
«Ma come, il vicesindaco di Pietrasanta condivide un volantino palesemente xenofobico?» si chiedono alcuni cittadini.
Facciamo un passo indietro: sabato scorso va in scena il flash mob, al pontile di Tonfano, contro odio e intolleranza. La manifestazione lascia in scia eccessi verbali e appunto il volantino in questione, «che abbiamo volutamente ignorato – fanno sapere gli organizzatori – per non esasperare ulteriormente gli animi».
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Cosa c’è scritto nel volantino? In sostanza si invita il “caro immigrato clandestino” ad accasarsi, previa indicazione del nome e cognome dello stesso ospitante, a domicilio di chi è favorevole al bivacco sotto il pontile, alla merce contraffatta, all’occupazione di abitazioni ed alberghi, al furto. È un volantino che parla, in modo crudo, alla pancia della gente su un tema delicato, quello degli immigrati, mettendo nel mirino chi manifesta per i diritti altrui, ma accusandolo di non fare poi niente nel quotidiano. E lo fa mettendo insieme tutta una serie di sgradevoli luoghi comuni palesemente anti-immigrato.
«Se gli organizzatori aderiscono all’iniziativa proposta dal volantino, una trentina di persone trovano casa. Secondo me, alla fine, resteranno invece tutti nella strada» è il commento, sempre di buon mattino del vice-sindaco che poi puntualizza: «Qualcuno vuole farmi passare per razzista: mi viene da sorridere, evidentemente non mi conosce. Premesso che ho apprezzato lo spirito pacifico della manifestazione al pontile, a mio parere la stessa era contro la rete per poi diventare contro la discriminazione. E ad ogni modo a una vera manifestazione contro il razzismo sarei il primo in testa. Dire, però, che c'è un solo amministratore, un solo cittadino razzista è un’offesa all'intelligenza. Ci sono tante famiglie in difficoltà che non arrivano a fine mese, famiglie con bambini in attesa di una casa, di una sistemazione. Lo Stato che fa per loro? Difendere queste persone vuol dire essere razzista? Non credo e continuo a dire prima aiuto i miei concittadini poi gli altri. Sono contro l'illegalità, contro la malavita che sfrutta questi poveracci, ma anche contro chi vorrebbe aiutarli nel meccanismo malavitoso di cui fanno parte. Ricordo che un grande Capitano del porto è stato trasferito perché additato come razzista, è stata montata una storia sul nulla, aiutando la malavita. Il volantino che ho pubblicato, mi è stato portato da alcuni abitanti di Tonfano esasperati dal problema, mi pare chiaro che è stata una provocazione per far venire alla luce chi fa filosofia dell'accoglienza e chi la fa davvero. Se vogliono aiutare i venditori abusivi, i migranti, possono aprire le porte della loro case».
Fin qui Mazzoni, a cui replica Lavinia Vizzoni, a nome degli organizzatori del flash mob del pontile. «Il vice-sindaco, inizialmente, aveva additato noi come i firmatari di quel volantino. Che brutto scivolone ha fatto. Capiamo che l'ottima riuscita dell'iniziativa pacifica possa aver dato fastidio a qualcuno, ma leggere il contenuto del volantino sulla bacheca personale del vice-sindaco, è stato motivo di grande delusione, visto il suo ruolo istituzionale».
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