Il Tirreno

Versilia

Benetti e Perini spaccano Ucina

di Corrado Benzio
Benetti e Perini spaccano Ucina

Nasce Nautica Italiana e si parla già di una mostra di barche rivale di Genova: una grande chance per il porto di Viareggio

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VIAREGGIO. La secessione è cosa fatta. Si aspetta solo l’annuncio ufficiale che dovrebbe arrivare a Milano ai primi del mese prossimo.

La secessione riguarda l’Ucina, fino a ieri l’associazione di Confindustria che racchiude tutto il settore della nautica da diporto italiana. Ma da settembre scende in campo Nautica Italiana. Questo dovrebbe essere il nome della nuova associazione che ha già una serie illustre di aderenti, anche nella nostra città.

Si parte con Azimut-Benetti, di fatto il capofilo degli scissionisti, per proseguire con il gruppo Ferretti, oggi in mano ai capitali di Stato cinesi. E ancora ha aderito il gruppo Gavio, ovvero Baglietto di Spezia e il cantiere Cerri di Marina di Carrara. E ancora sotto l’accordo c’è la prestigiosa firma della Perini Navi.

Secondo le indiscrezioni del Secolo XIX, alla guida di Nautica Italiana dovrebbe andare Lamberto Tacoj, già alla guida di Crn, il cantiere che fa parte del gruppo Ferretti, adibito alla costruzione dei megayacht.

Vicepresidente dovrebbero essere in due, entrambi legati a Viareggio. Una è Giovanna Vitelli, figlia di Paolo, e l’altro è Fabio Boschi, manager del gruppo Perini navi.

Nautica Italiana avrebbe già aderito ad Altagamma, l’associazione che raccoglie il Gotha dei marchi italiani.

La scissione nel mondo della nautica è cosa grossa e sarebbe già forierà di conseguenze sul Salone di Genova. Che non verrà boicottato dai cantieri della nuova associazione. Anzi il gruppo Azimut-Benetti dopo la clamorosa assenza alla fiera nel 2014, dovrebbe tornare il 30 settembre ma solo col marchio Azimut. Mentre è data per certa la consueta assenza di Perini, mentre è incerta quella di Gavio (Baglietto era assente nel 2014).

Ma a Genova c’è grande preoccupazione per un altro aspetto. Che Nautica Italiana ha già in mente di organizzare una propria manifestazione nautica. Il Secolo XIX parla di Liguria e si accenna già a Spezia, ma su questa nuova mostra anche Viareggio avrebbe qualcosa da dire. I più infatti non ricordano che all’apertura del Salone del 2012, Paolo Vitelli sparò sul Giornale che Genova era finita e andata scelta una nuova formula e una nuova location. Indicando fra le località anche Viareggio.

Qualcuno si mosse in città per raccogliere l’invito. Fra questi Giovanni Pieraccini, l’unico che a 97 anni continua ad avere idee brillanti sulla città. Poi tutto cadde nel vuoto, nonostante che il Politecnico di Milano avesse elaborato uno studio dove si indicava Viareggio come l’alternativa migliore (per porto, cantieri hotel, ristoranti, comunicazioni) a Genova.

Sarebbe quindi il momento per Viareggio di svegliarsi. Anche se le piccole rivalità del porto hanno sempre osteggiato le grandi idee di Paolo Vitelli. Con i politici che non hanno fatto niente per assecondare certe idee.

E poi certo c’è la grande rivalità, che ha aiutato anche la scissione, fra Paolo Vitelli e Massimo Perotti, suo ex socio e oggi alla guida di Sanlorenzo. Un Perotti che pur di salvare Ucina e Genova si era anche dimesso dopo meno di un anno da presidente della Confidustria nautica. Ma non è bastato.

Gli argomenti del contendere sono da sempre due: a) l’inutilità della Mostra di Genova: b) il fatto che i grandi cantieri con marchi mondiali non possono convivere con i piccoli rimessaggi.

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