Il Tirreno

Versilia

Il Palace non si vende, anzi si rilancia

di Corrado Benzio
Il Palace non si vende, anzi si rilancia

Maria Cristina Marcucci annuncia nuovi investimenti e sottolinea: versiamo al Comune 90mila euro di tassa di soggiorno

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VIAREGGIO. Non farà la fine dell’Excelsior, chiuso sprangato con i terrazzi che cadono a pezzi e la cupola verde di umido. E questa è già una buona notizia. Ma neppure sopravviverà in una triste decadenza come troppi hotel d’epoca i cui patron non hanno voglia (e magari i capitali) per ravvivarli o meglio per rilanciarli. E questa è una notizia ancora più buona.

Parliamo dell’hotel Palace. E l’annuncio arriva da Maria Cristina Marcucci, ramo romano della celebre famiglia garfagnina, che ha deciso di lasciare la capitale per venire a Viareggio e rilanciare lo storico 4 stelle all’angolo fra via Gioia ed il lungomare.

«Qui ci sono cresciuta – ricocorda l’avvocatessa oggi nonna – qui ci abbiamo passato le pasque e i natali. Ad un certo punto, non se per nostalgia per folli, per passione, ma ho deciso di occuparmi di questo albergo».

Che ha fatto la storia di Viareggio, fin dai tempi in cui si chiamava Mediterranée. Secondo la leggenda diventa Palace quando fra i soci c’è Sergio Bernardini che immaginava un’insegna più importante. Per decenni lo ha guidato Ferruccio Martinotti, personaggio che ha fatto la storia di Viareggio. Alla sua scomparsa i figli hanno ceduto le quote ereditate ai Marcucci.

L’avvocato Marcucci ha chiamato il Tirreno dopo che era apparsa la notizia che l’hotel fosse in vendita su un portale immobiliare toscano che segue dimore e alberghi di lusso.

«Era un vecchio mandato di anni fa. Ora è tutto cancellato – spiega Marcucci – ma voglio far sapere che l’hotel non è solo è vivo e vegeto ma si sta rinnovando. Sempre mantenendo il buon gusto che lo ha caretterizzato».

I primi lavori, determinanti, sono stati fatti all’impianto elettrico e per la sicurezza antiincendio. «Altrimenti non si poteva neppure aprire».

Poi si sono ristrutturate le sette suite all’ultimo piano e quest’anno si sistemerà il primo piano di camere. Un intervento impegnativo già adesso.

«Ma andremo ancora avanti. Stiamo studiando come ricavare una piscina coperta. Ma stiamo lavorando molto, ad esempio, anche sul settore del food. La nostra colazione – spiega Marcucci – è il vanto dell’hotel. E ce lo ricordano sempre i clienti nelle loro recensioni».

Il Palace ha ospitato attori e registi, politici ed imprenditori. Ma per capire il valore economico della struttura, l’avvocato Marcucci fornisce un dato. «Al di là delle tasse, noi versiamo al Comune di Viareggio qualcosa come 90 mila euro di tassa di soggiorno. Un facile calcolo che conferma le nostre 20mila presenze annue».

Un dato non da poco che poi ricade sul territorio, a partire dal parrucchiere che si trova in via Gioia davanti l’hotel.

«Noi vorremmo che quei soldi venissero spesi per il turismo – è l’appello di Marcucci, la cui famiglia è proprietaria anche dell’hotel Universo a Lucca – spesso i clienti trovano tutto ok in casa e poi quando attraversano la strada si trovano i cassonetti puzzolenti. Noi puntualmente segnaliamo questa cosa alla Sea, al Comune, ai Vigili. La città è così bella e basterebbe poco per renderla gradevole».

Anche il Palace, come il Principe e altri hotel della Versilia, ha un bellissimo roof garden con bar e solarium.

«La vista è bellissima – commenta Marcucci – dal mare al Golfo di Spezia e le Apuane. Al quinto piano i clienti pranzano, mentre la sera tutto si svolge nel grande salone.

Oggi il Palace ha 73 camere e tre grandi appartamenti. Non pochi, soprattutto in una città che ha perso tanti hotel.

Il messaggio che vuole lanciare la famiglia Marcucci è proprio questo: «Non chiudiamo, né tantomeno vendiamo. Con l’aiuto di tutto il personale stiamo rilanciando l’hotel».

Nei salotti al piano terra c’è anche una mostra di costumi delle opere pucciniane. Anche da questo si denota lo stile del Palace.

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