Il Tirreno

Versilia

Crociere, bilancio positivo Ma il porto deve svegliarsi

di Donatella Francesconi
Crociere, bilancio positivo Ma il porto deve svegliarsi

In rada e all’ormeggio, negli ultimi giorni, anche gli yacht arrivati dagli Emirati Paolo Vannucci: ma sopra i 70 metri li portiamo a Carrara e così proprio non va

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VIAREGGIO. Non solo crociere, ma anche lo yacht di Mohammed bin Rashid Al Maktoum, primo ministro e vicepresidente degli Emirati Arabi nonché governatore di Dubai. L’orizzonte della spiaggia viareggina è stato segnato, nell’estate che va a terminare dalle sagome delle imbarcazioni che contano. Quelle della compagnia tedesca Hapag Lloyd Cruises che per quattro tappe hanno portato in Versilia cinquecento passeggeri ad ogni scalo; ma anche le imbarcazioni della flotta dell’emiro: «Ieri era in rada una della barche, 85 metri - spiega Paolo Vannucci, dell’omonima Agenzia marittima, arrivata alla sesta generazione. Poi, però, l'abbiamo fatta entrare a Carrara. Là c’è un porto che si sta attrezzando: ci hanno invitato, stanno dietro a Forte dei Marmi…C’è la Tecnomar yachts che spinge per offrire strutture ad una clientele di yacht che in porto a Viareggio non entra».

Una imbarcazione da 70 metri dello stesso primo ministro degli Emirati «l'abbiamo messo in porto a Viareggio. Ma con quelle più grandi a Viareggio non è possibile. Eppure quest'anno è stato un po' l'anno degli arabi...». Come a dire che Viareggio continua a perdere occasioni. Facendosi illusioni di poterle riacchiappare. Ma non è così. E Paolo Vannucci lo spiega bene: «C’è stata soddisfazione per l’esperienza della compagnia tedesca ha fatto in Versilia. Ma l’anno prossimo le navi di quella Compagnia saranno nell’Atlantico. Abbiamo un’altra compagnia con la quale stiamo interloquendo per la prossima stagione. Sapendo che il porto di Viareggio ha limiti di sicurezza e “facility”». Vannucci entra nel dettaglio, per i non addetti ai lavori: «Il porto dove la navi da crociera fanno scalo deve avere un piano di sicurezza con una facility stabile, superiore a quella della nave». E sono necessari una banchina dedicata e un operatore addetto alle operazioni di imbarco e sbarco.

«Solo il 40% dei passeggeri sbarcati - è il dato fornito da Vannucci - hanno acquistato i pacchetti proposti a bordo per le località versiliesi. Il resto, dunque, è rimasto in città. Ci sembra di avere capito che l’esperienza con questo tipo di turisti interessa un po' a tutti, vediamo se per l’anno prossimo si passa dalla teoria alla pratica».

Il messaggio è per le categorie economiche della città, decisamente prese alla sprovvista dall’arrivo delle crociere 2015, ma anche per l’Autorità portuale impegnata a completare quella banchina commerciale finanziata dalla Regione che dovrebbe risolvere i problemi di sbarco dei crocieristi.

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