Il Tirreno

Versilia

forte dei marmi

Preso a martellate in spiaggia, dietro c'è l’ombra della faida politica

di Matteo Tuccini
L'ingresso del bagno La Fenice di Forte dei Marmi
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L'ingresso del bagno La Fenice di Forte dei Marmi

L’imprenditore ucraino, attivo nel settore energetico, potrebbe essere vittima della caccia ai filorussi. Esclusa la pista dei soldi. Forse ripresi dalle telecamere i due uomini che lo hanno colpito a tradimento

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FORTE DEI MARMI. È stato colpito a tradimento a una gamba, mentre stava parlando con un’amica a due passi dalla cabina presa in affitto al bagno La Fenice. Un agguato vero e proprio a forza di martellate, quello compiuto da due giovani slavi ai danni di un imprenditore ucraino in vacanza a Forte con moglie e bambini. Ma non si è trattato di una rapina o di un tentativo di farla, visto che non c’è stata alcuna richiesta di denaro. Piuttosto, l’episodio potrebbe essere frutto della faida politica in corso in Ucraina. Un conflitto che si combatte non solo con le parole, ma con la violenza e con le armi. Su questa ipotesi, però, non ci sono conferme ufficiali.

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La vittima. Di nome fa Maksim, ha 40 anni, è un imprenditore attivo nel settore energetico. Non un magnate del calibro di Roman Abramovich, ma comunque un personaggio importante, anche nel portafogli. Tanto che a Forte, dove ha preso in affitto per un mese una villa con la famiglia, lo hanno visto in giro con due guardie del corpo. Che però in spiaggia, secondo i carabinieri, non c’erano. Ai militari, che lo hanno ascoltato dopo la sua uscita dall’ospedale - le ferite non sono gravi, ha avuto sette giorni di prognosi - l’uomo ha assicurato di non aver avuto problemi con nessuno, in particolare di tipo economico. Che non si tratti di un episodio legato al denaro lo conferma anche il fatto che non ci sono state richieste specifiche da parte degli aggressori. Anche l’ipotesi che l’uomo potesse conoscere i due è stata smentita: lui non li ha visti, perché lo hanno colpito mentre era di spalle, e la descrizione fornita agli inquirenti è stata sommaria. L’unica cosa certa è che erano biondi e piuttosto giovani, quasi certamente slavi, molto probabilmente ucraini.

Le ipotesi escluse. Come detto, i soldi non c’entrano. Ma anche l’idea più inquietante, e cioè che ci sia di mezzo la mafia russa, è ritenuta poco probabile dai carabinieri. Qualsiasi tipo di mafia non si mette certo a fare cose di questo genere: l’aggressione, per quanto grave, non aveva l’obiettivo di uccidere né di ferire in maniera pesante la vittima. Se davvero l’oggetto del contendere fosse stato qualcosa di scottante, l’avvertimento sarebbe stato di ben altro tipo. Inoltre l’uomo - spiegano dal Comando dell’Arma di Viareggio - «non ha precedenti penali, e il suo profilo risulta in piena regola». I militari stanno esaminando i filmati degli impianti di videosorveglianza in zona: i due slavi potrebbero essere stati ripresi dalle telecamere.

La pista politica. C’è poi la possibilità che l’episodio sia legato alla situazione politica ucraina. A maggior ragione se gli aggressori verranno riconosciuti come connazionali della vittima. È di pochi giorni fa la notizia dell’arresto a Sanremo del parlamentare ucraino vicino a Putin Igor Markov, eseguito su mandato di cattura internazionale spiccato da Odessa. L’arresto ha causato molte polemiche, perché è stato considerato un assist al presidente ucraino Petro Poroshenko, a cui Markov fa opposizione. È chiaro che stiamo parlando di una vicenda gravissima e frutto di mille tensioni, che ha causato vittime e lutti, e che per molti versi è lontanissima dalla Versilia. Ma proprio la caccia in corso ai filorussi, che di fatto è arrivata anche in Italia, potrebbe essere alla base di un’aggressione che sembra aver poco a che spartire con la criminalità.

Il sindaco. «Non ho ancora alcun elemento di giudizio sull’episodio accaduto al bagno La Fenice, ma proprio per questo esorto tutti ad evitare di far correre la fantasia». Così commenta il sindaco di Forte dei Marmi, Umberto Buratti. «Le indagini dell’Arma sono in corso e saranno, spero presto, gli inquirenti a chiarire i fatti. Solo allora potremmo dare un giudizio sull’accaduto e inquadrare l’episodio nella sua giusta luce».

@matteotuccini

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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