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LA PARTITA DELL’ACQUA

No al progetto livornese di fusione tra Asa e Gaia

No al progetto livornese di fusione tra Asa e Gaia

CAMAIORE. No dalla Versilia al progetto di Asa - la società che gestisce la rete idrica di Livorno - di acquisire il controllo di Gaia. Il primo stop viene da Alessandro Del Dotto, sindaco di...

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CAMAIORE. No dalla Versilia al progetto di Asa - la società che gestisce la rete idrica di Livorno - di acquisire il controllo di Gaia. Il primo stop viene da Alessandro Del Dotto, sindaco di Camaiore e presidente dell’Unione dei Comuni della Versilia.

«Siamo assolutamente contrari - dice - all'ipotesi ventilata di una fusione tra Gaia e Asa, società che, lo ricordiamo, ha un 40% di partecipazione privata. Come Comune di Camaiore stiamo portando avanti una discussione all'interno di Gaia, promossa lo scorso 8 giugno da un consiglio comunale aperto, su alcuni punti come il minimo vitale garantito per gli indigenti, norme che tutelino la qualità delle acque, la maggior presenza sul territorio dell'azienda, un sistema di tariffazione sostenibile e un programma di investimenti serio sulla rete idrica. Questo programma è messo a rischio in caso di fusione per diverse ragioni. Intanto c'è da tenere conto dell'esito del referendum sull'acqua pubblica che impone l'adeguamento ad Asa e non a Gaia. Il controllo pubblico può sostenere politiche di perdite controllate laddove l'azienda rinunci ai profitti per garantire politiche tariffarie sociali oppure, come è accaduto nell'ultimo anno, grazie alla spinta politica della Versilia e di Camaiore, costituire fondi per aiutare le famiglie in difficoltà. Se le tariffe adesso ci sembrano già alte, l'ingresso in un privato peggiorerà la situazione perché obbligherebbe il pubblico a trovare un compromesso con l'interesse privato e gli imprenditori non fanno beneficenza».

«Il secondo problema sarebbe l'ampiezza dell'ambito territoriale: quello attuale di Gaia crea difficoltà perché allontana gestore da utenza. Con la fusione si diluirebbe ancor di più questo rapporto. Il piano degli investimenti, poi, uscirebbe indebolito da un ambito più grande da coprire, con Livorno a fare la parte del leone. Ricordiamo che Gaia si è impegnata a fare la sua parte nella risoluzione dei problemi della balneazione e della qualità delle acque con interventi che vanno fatti celermente. Infine c'è l'aspetto dell'indebitamento di Gaia: il presidente Lattanzi ha garantito che il debito è in ristrutturazione quindi la fusione non sarebbe uno scenario favorevole all'interesse dei nostri cittadini.

Del Dotto chiude con una proposta: «quando Asa avrà compiuto il proprio percorso di pubblicizzazione, potremo sederci a un tavolo con il sindaco Nogarin per parlare di strategie comuni, come una centrale unica acquisti, ma non di fusione. Abbiamo già problemi con Gaia e non vorremmo sobbarcarci quelli di Asa. E comunque rimane fermo il nostro no a qualunque ipotesi di ingresso privato nel capitale dell'azienda».

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